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Tomba dipinta di Mandras, ancora stato di abbandono

02/07/2014 | Realtà locali
L’ipogeo preistorico versa in pessime condizioni ed è soggetto a costanti allagamenti

Le interrogazioni parlamentari seguite alla pubblicazione sulla rivista Archeologia Viva di un articolo sulla Tomba Dipinta di Mandras (IV mill. a.C.), in cui oltre a sottolineare l’importanza del monumento se ne denunciava lo stato di totale abbandono e degrado, non hanno finora sortito alcun risultato.

L’ipogeo preistorico, dai singolari motivi pittorici circa la casa dei vivi, versa in pessime condizioni. Il monumento è soggetto a costanti allagamenti. Per questa ragione i volontari dell’associazione Paleoworking Sardegna, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano, hanno dedicato a questo ipogeo la sesta edizione del meeting “Archeosperimentare in Sardegna” dal titolo “L’Età del Rosso”.

Tre giornate di conferenze, laboratori didattici sulle tecnologie primitive, percorsi tematici tra i siti archeologici di Mandras e Crabiosu per sensibilizzare i visitatori e le istituzioni sul problema della tutela e salvaguardia dei beni culturali. I temi sono stati affrontati in un tavola rotonda che si è svolta, complice la pioggia, all’interno del riparo sotto roccia di Crabiosu. L’inusuale location ha favorito una forte interazione tra oratori e pubblico sul tema dell’incontro.

L’augurio è che amministratori, curatori e fruitori dei beni culturali interagiscano fra loro nell’ambito di una strategia unitaria, così da far diventare il caso Mandras, un esempio virtuoso a cui ispirarsi nell’ottica di una gestione diversa e più consapevole del nostro patrimonio culturale. Uno sforzo organizzativo di rilievo quello messo in campo dal team di Ardauli anche a giudicare dal significativo coinvolgimento delle altre realtà operanti sul territorio (associazione Tramudas - Asd Escursionismo, Unaat Sardegna, Aniad Sardegna, Ceas Guilcer-Barigadu) e dell’Ente Foreste.

foto di Eligio Mariano Testa - Unaat Sardegna