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Terre pubbliche, scaduti i termini per le domande

07/02/2018 | Agricoltura
L’88% del valore totale dei terreni agricoli è detenuto dalle famiglie

Lo Stato in Italia ha ben 13 milioni di ettari di superfice agricola utilizzata (Sau); si tratta di terreni che valgono circa 9,9 miliardi. È una stima sulla base di dati Istat sulla ricchezza non finanziaria.

Il 3 febbraio è stato l’ultimo giorno utile per presentare le manifestazioni di interesse per l'acquisto da parte di giovani di 8mila ettari pubblici della Banca nazionale delle terre agricole avviata dall'Ismea.

L’iniziativa riveste la massima importanza in quanto affidare i terreni pubblici ai giovani può rappresentare una svolta per il paese, è una soluzione che crea ricchezza e nuova occupazione a sostegno della crescita. Il prezzo medio per acquistare un ettaro di terra in Italia è di 20mila euro, un importo che è quasi il doppio di quello della Germania e circa il triplo della Francia. Il costo medio varia a secondo del territorio: nel nord ovest è di 26.200 €/ha, sale a 40.500 al nord est, spinto soprattutto dal mercato vitivinicolo, scende a 14.800 al centro, fino ai 12.900 del meridione e agli 8.500 delle isole.

Secondo l'Istat il valore dei terreni agricoli ha registrato una crescita contenuta dal 2001 al 2008 (+1,3% medio annuo) ed è rimasto quasi invariato nei tre anni successivi. Nel periodo 2011-2016 la tendenza è divenuta negativa, con una discesa del valore dell’1,1% medio annuo; nel 2016 il calo è risultato contenuto (-0,3%). La flessione del valore dei terreni agricoli è dovuta sia alla diminuzione della Sau, sia alla riduzione dei prezzi registrati sul mercato fondiario, conseguente alla crisi economica.

L’88% del valore totale dei terreni agricoli è detenuto dalle famiglie: si tratta essenzialmente dei terreni utilizzati dalle piccole aziende agricole per lo svolgimento della propria attività produttiva. La quota di proprietà delle famiglie consumatrici (19% del totale nazionale) si riferisce a terreni dati in affitto ad altre unità istituzionali nonché agli orti familiari, ossia ai terreni coltivati dalle famiglie per autoconsumo.