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Tarquinia: parte l’azione per il risarcimento da acqua all’arsenico

21/01/2013 | Realtà locali
L'acqua contaminata dall'arsenico mette a rischio la salute dei cittadini. L'esposto del Codacons.

Importante assemblea pubblica a Tarquinia sul tema dell’acqua potabile contaminata dall’arsenico. Ad indirla è stato il Codacons, associazione capofila nella battaglia per la salute dei cittadini e per rendere l’acqua che ogni giorno beviamo priva di veleni.

Como noto Tarquinia rientra tra quei comuni che entro il 31 dicembre 2012 non hanno risolto il problema dell’arsenico nelle acque del proprio territorio, con la conseguenza che dall’1 gennaio 2013 migliaia di cittadini sono rimasti senza acqua potabile, e nessuna deroga è più possibile. L’arsenico in quantità superiori al limite di legge – spiega il Codacons - è dannosissimo per la salute, compromettendo in modo gravissimo il sistema digestivo ed il sistema nervoso, e può addirittura portare l’intossicato alla morte per shock.

Tuttavia ora, dopo la clamorosa sentenza del Tar del Lazio, numero 664 del 2012, che condanna i ministeri della Salute e dell’Ambiente a risarcire gli utenti dell’acqua avvelenata all’arsenico, il Codacons ha deciso di lanciare un nuovo ricorso, finalizzato a far ottenere ai cittadini residenti a Tarquinia il risarcimento del danno subito e la riduzione delle tariffe idriche.

Il Codacons ha illustrato le importanti novità per gli abitanti di Tarquinia, spiegando come aderire all’azione di risarcimento, grazie alla quale sarà possibile ottenere 1.500 euro di risarcimento a utenza e la riduzione delle bollette.