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Successo della mobilitazione a tutela dell’agricoltura pugliese

16/03/2015 | Realtà locali
E' stato messo in evidenza come l’agricoltura pugliese stia attraversando un momento di crisi

Diverse migliaia di agricoltori pugliesi hanno preso parte alla “Giornata di mobilitazione a tutela dell’agricoltura e dell’agroalimentare pugliese” indetta nei giorni scorsi da diverse organizzazioni agricole, compresa Copagri.

Nel corso di un sit in svoltosi a Bari in piazza Libertà, dinanzi al Palazzo del governo, è stato messo in evidenza come l’agricoltura pugliese stia attraversando un momento di crisi senza precedenti, con migliaia di aziende che negli ultimi anni hanno chiuso i battenti e tante altre che saranno costrette a farlo, con perdita di ulteriori posti di lavoro, se non si adottano adeguate politiche di sostegno al comparto agricolo. 

Si è trattato di una manifestazione convocata per riportare l'attenzione del governo nazionale e regionale, della rappresentanza politica e dei cittadini sui tanti problemi irrisolti del settore agricolo e agroalimentare, che nonostante tutto continua a rappresentare uno dei principali "motori" dell'economia italiana in termini di reddito prodotto e occupazione.

All’iniziativa hanno partecipato numerosi parlamentari pugliesi, esponenti del governo regionale, consiglieri regionali, sindaci e candidati alla carica di governatore della Regione Puglia per le prossime elezioni regionali.

Nel corso del presidio è stato presentato il documento con le proposte e le richieste di Agrinsieme Puglia e Copagri Puglia al governo nazionale e alla Regione Puglia, per far fronte a quella che è diventata una vera e propria emergenza. Lo stesso documento è stato consegnato al prefetto di Bari.

Tredici i punti riportati nel documento tra cui la tanto contestata Imu agricola, la dotazione di gasolio agricolo alle aziende, la Pac, il Psr, la semplificazione burocratica, l’emergenza Xylella e diverse altre questioni.

“L’Imu è una tassa iniqua e insostenibile e serve un intervento di revisione strutturale del decreto con la cancellazione o modifica sostanziale della norma che riduce sensibilmente i territori esenti da Imu – dichiara Raffaele Carrabba, coordinatore regionale di Agrinsieme.  “I terreni utilizzati dagli agricoltori sono beni strumentali delle imprese agricole. Gli agricoltori non vogliono continuare ad essere considerati come una categoria assistita ma come aziende a cui applicare norme che consentano di operare con dignità ed equità fiscale. In questo 2015 ci sarà, inoltre, la riduzione sui premi Pac (che dal 2015 al 2020 si abbatteranno di oltre il 40 per cento) e la riduzione del 26 per cento nell’assegnazione del carburante agricolo. Siamo in ritardo con l’attuazione della riforma della Pac. Dopo il primo decreto ministeriale di novembre si stanno rimettendo in discussione orientamenti e decisioni già assunti a suo tempo, mentre gli agricoltori devono con cognizione predisporre i piani produttivi. E’ necessario non applicare, per questo primo anno di entrata in vigore della riforma, le penalità per non rispetto del greening. Anche sulla definizione del Piani di sviluppo rurale da parte dell’Unione europea – conclude Carrabba - siamo in forte ritardo. Le imprese agricole non possono attendere oltre misure essenziali per la gestione delle loro aziende”.

“Consideriamo prioritaria la cancellazione o comunque la sostanziale modifica dell’Imu – sottolinea Tommaso Battista, presidente Copagri Puglia. “Questa tassa non fa che aumentare l’abbandono dell’agricoltura, soprattutto da parte di quei giovani che si stanno avvicinando alla terra grazie alle opportunità offerte dal nuovo Psr e dalla nuova Pac. Un’altra richiesta fondamentale per il lavoro agricolo riguarda la concessione delle agevolazioni sul carburante che il governo da quest’anno ha ulteriormente ridotto del 26,11 per cento. Chiediamo di dare attuazione al decreto ministeriale sul pacchetto latte rafforzando il ruolo delle Op e Aop al fine di strutturare e dar corso agli accordi interprofessionali permettendo di avere il prezzo del latte alla stalla che sia remunerativo rispetto ai di produzione. L’agricoltore non chiede assistenza ma solo di essere libero da burocratizzazione e costi insostenibili.  E’ poi indispensabile – conclude Battista - attivare un fondo di garanzia per le imprese per consentire l’accesso agli investimenti”.