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Studio sugli insetti, tra alimentazione e agricoltura

24/04/2015 | Ambiente
L'analisi del Cra evidenzia l'utilità e la dannosità alimentare

In Asia, Sud America, Africa e Australia ci sono i più grandi consumatori di insetti: oltre 2 miliardi di persone che consumano più di 1700 specie edibili tra cavallette, formiche e grilli. Una specialità alimentare apprezzata da circa 3mila gruppi etnici in 124 Paesi per l'alto contenuto di proteine e vitamine del gruppo B.

Ma se noi cominciamo a mangiare insetti, loro sono da tempo  predatori del nostro cibo. ''Dal 10% al 20% del cibo del mondo viene perso per colpa degli insetti e i danni più gravi sono nelle aree più povere del mondo'', è il grido d'allarme lanciato da Pio Federico Roversi e Valeria Francardi, ricercatori del Centro ricerche agricoltura (Cra) per l'agrobiologia di Firenze, ricercatori che hanno appena redatto una sorta di atlante dei 'buoni e cattivi' negli insetti, che comunque rappresentano oltre il 65% del totale della biodiversità tra circa 9 milioni di specie animali. 

''Con riferimento alla sola Italia - sottolineano - le stime per difetto già parlano di circa 500 milioni di euro persi dal settore agricolo per fattori diversi, insetti inclusi, per mancata produzione in castagneti, oliveti, agrumeti, senza dimenticare l'apicoltura costretta a convivere con la Varroa e di recente con altri aggressori alieni come il Piccolo coleottero degli alveari e la Vespa velutina''.

Anche il pinolo, ingrediente essenziale del pesto ligure, è una produzione di nicchia italiana messa ko dalla Cimice americana delle conifere, ma i laboratori Cra, con un progetto del ministero delle Politiche agricole, hanno individuato e introdotto in Italia un nemico naturale che si riproduce nelle uova dell'insetto ''cattivo''. Tuttavia, ricordano i ricercatori Roversi e Francardi, ''è folta la schiera di insetti buoni senza i quali scomparirebbero mele, arance, ciliegie, e le orchidee.

Se improvvisamente venissero a mancare gli insetti demolitori - ipotizzano i ricercatori - incaricati di avviare la degradazione della sostanza organica formata dalla mole di foglie e rami che nelle foreste ogni anno cade al suolo, stimata per le faggete italiane in oltre 2,7 tonnellate, questi boschi scomparirebbero nel volgere di qualche decennio, seppelliti sotto una montagna di detriti vegetali''.

Utile persino lo scheletro degli insetti: formato principalmente da Chitina, da cui si può ottenere Chitosano, impiegato nei farmaci e per purificare l'acqua da pericolosi inquinanti. Pagella buona anche per gli insetti predatori o parassitoidi che impediscono ad altre specie di distruggere i raccolti o rendere taluni ambienti invivibili. Insomma, come per gli uomini, ci sono elementi buoni ed altri decisamente meno. 

foto di Eligio Mariano Testa