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Spreco di cibo, le iniziative europee

05/08/2016 | Visioni
Approvata la legge italiana, andiamo a fare una panoramica europea

I rifiuti alimentari dell’Ue-28 sono di circa 88 milioni di tonnellate ogni anno, l’equivalente del 20% di tutti gli alimenti prodotti nel Continente, per un costo pari a 143 miliardi di euro. Lo spreco alimentare è una priorità nelle agende dei diversi paesi del Nord del mondo.

Anche Bruxelles è in prima linea in questa battaglia. Si è infatti chiuso nel mese di luglio il progetto europeo di durata triennale, denominato Fusion, che ha dato linee guida a diverse nuove iniziative “no-waste”. Nel settembre dello scorso anno l’Unione europea e gli Stati membri si sono impegnati a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS), tra cui l’OSS 12.3 di dimezzare i rifiuti alimentari pro-capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo entro il 2030, riducendo al contempo le perdite alimentari nella produzione di cibo e nell’approvvigionamento.

Al fine di sostenere tali obiettivi è stata recentemente istituita una piattaforma dedicata alla “prevenzione dello spreco(Platform on Food Losses and Food Waste, FLW) che mira a definire le misure necessarie per evitare i rifiuti alimentari, a condividere le buone pratiche e a valutarne i progressi raggiunti.

Ora si moltiplicano le iniziative private volte a ottimizzare la gestione degli scarti. In prima linea le catene di supermercati. Il primo esempio arriva dalla Francia, dove già nel 2014 Intermarché ha lanciato la campagna “Les fruits et légumes moches” mettendo in vendita a prezzi scontati del 30% frutta e verdura non conforme agli standard richiesti perché brutta, deforme e ammaccata. Iniziativa replicata in Danimarca da WeFood, mentre in Gran Bretagna i principali retailer si sono pubblicamente impegnati a ridurre lo spreco di cibo di un quinto entro il prossimo decennio. In tal senso la catena Sainsbury’s sta proponendo da qualche mese il pane alla banana, allo scopo di riutilizzare i frutti ancora commestibili ma non più vendibili sugli scaffali. Oltre alla ventina in store, l’insegna ha pubblicato sul proprio sito internet la ricetta per ottenere il pane home made e stima che in tal modo verranno salvate più di 1000 banane all’anno dai rifiuti domestici.

A Torino nell’ultimo anno e mezzo sono state salvate dalla spazzatura 2,5 tonnellate di cibo, redistribuite grazie ad una nuova app per smartphone “Last Minute Sotto Casa”. Una applicazione simile, “Yo no desperdicio”, è stata lanciata lo scorso novembre in Spagna con il benestare del Ministero dell’Agricoltura e mira allo scambio di cibo in esubero dai frigoriferi dei singoli cittadini. Sono sempre più le iniziative che cercano di curare una società per certi versi bulimica, in cui si continua a sprecare cibo incuranti dei 79 milioni di persone che in Europa vivono ancora al di sotto della soglia di povertà.