Beta version

Spreco alimentare, si combatte con i porta avanzi

05/11/2015 | Visioni
Il tema dello spreco ha oggi un nuovo contributo

l “porta avanzi” d’autore di Comieco e Slow Food arriva finalmente nella Capitale. Dopo Milano, infatti, il progetto “Doggy bag – se avanzo mangiatemi”, nato con lo scopo di ridurre le quantità di alimenti buttati via e per stimolare un cambio di mentalità in ristoratori e clienti, è stato presentato presso la Camera di Commercio di Roma.

Durante l’incontro, a cui ha partecipato, tra gli altri, Andrea Segrè e Fabio Spada, è stata presentata la ricerca sul rapporto tra italiani e doggy bag realizzata da Waste Watcher, Osservatorio nazionale sugli sprechi di Last Minute Market/Swg. Dall'indagine emerge che tre italiani su quattro sono consapevoli che il cibo o il vino avanzati al ristorante rappresentino uno spreco che può essere evitato grazie alla possibilità di portare a casa quanto rimasto nel piatto o nella bottiglia ma il 41% degli intervistati si vergogna nel richiedere la doggy bag da portare a casa.

Il primo freno alla diffusione in Italia della sportina porta avanzi rimane, quindi, quello dell’imbarazzo: solo il 9% infatti dichiara di farsi dare “sempre” il cibo o il vino avanzati mentre il 77% ritiene che ci siano ancora ostacoli nel portare a casa gli avanzi. Nonostante, infatti, al giorno d’oggi, tanti ristoratori propongano la doggy bag, la percezione è che una buona parte degli esercenti siano restii a suggerirne l’uso ai clienti.

Forse, se l’offerta di portare a casa il cibo avanzato venisse dai ristoratori stessi probabilmente i clienti si sentirebbero meno in imbarazzo. Comunque, quasi il 70% dei clienti si dichiara molto o abbastanza convinto che il ricorso alla doggy bag prenderà piede anche in Italia e oltre il 60% degli italiani ritiene che una doggy bag di design potrebbe aiutare “molto” o “abbastanza” a superare l’imbarazzo dei clienti nel farsi vedere uscire dal ristorante con un contenitore per gli avanzi.