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Fondi Ue: Italia deve spendere 16 mld in meno di 2 anni

10/04/2014 | Normativa
Dopo sette anni dall'avvio del programma infatti, la media di spesa italiana è del 51,9%

"Ci sono stati progressi, ma resta ancora molto da fare", così Shirin Wheeler, portavoce del commissario Ue alle Politiche regionali Johannes Hahn, nel presentare all'ANSA gli ultimi risultati dei Fesr della gestione 2007-2013 (quota Ue più quota cofinanziamento nazionale).

"Rallentamenti", spiega, sono provocati soprattutto da problemi nella capacità di gestione dei fondi". Da un raffronto di quanto assorbito dai programmi Fesr 2007-2013 nell'ultimo anno, si vede che il Programma operativo regionale (Por) Sicilia ha compiuto passi avanti, passando dal 18,52% del 28 febbraio 2013 al 41,7% del 28 febbraio 2014. Lo stesso vale per il Programma operativo nazionale (Pon) attrattori culturali, che dal 24,37% è passato al 41,1%.

La Calabria dal 21,7%, raggiunge il 40,2%. La Campania dal 17,7% raggiunge il 33,7%, ma è quella ad aver speso meno. Tuttavia, viene evidenziato, nonostante i progressi, per molte Regioni riuscire a spendere tutte le risorse resta "una sfida". Dopo sette anni dall'avvio del programma infatti, la media di spesa italiana è del 51,9%, pari a 17,314 miliardi. Questo significa che in poco meno di due anni (la scadenza ultima è il 31 dicembre 2015), resta da assorbire il 48,1%, pari oltre 16 miliardi.

Quanto al capitolo della "capacità di gestione e controllo dei fondi", che la Commissione raccomanda all'Italia di rafforzare a tutti i livelli, per una migliore gestione delle risorse nel quadro finanziario 2014-2020, si vede ad esempio che solo l'8,2% (della quota europea) è stato effettivamente rimborsato dalla Commissione Ue al Pon Attrattori culturali. A causa di malfunzionamenti di carattere amministrativo, da tempo, la dg Regio della Commissione ha adottato un'interruzione dei pagamenti, fino a quando il sistema di audit non sarà rafforzato. Un male che grava anche sul Por Calabria, che ha visto l'effettivo rimborso dall'Ue del solo 14%. In questo caso, è stato adottato lo strumento della "sospensione" (step superiore all'interruzione). Anche in questo caso il flusso dei rimborsi sarà riattivato solo dopo che i problemi di auditing saranno stati risolti.