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I rischi per le specie autoctone in Sardegna

16/12/2013 | Realtà locali
Laghi e stagni infestati da specie alloctone, compromesso l'habitat degli uccelli acquatici

Ogni anno per sensibilizzare l'opinione pubblica, vengono dedicate delle giornate all'ambiente. Si è appena conclusa l'iniziativa "L'Europa celebra la settimana delle Foreste", evento che ci richiama direttamente la "Convenzione di Ramsar per la conservazione della Natura", relativa alle zone umide (d'importanza internazionale) soprattutto come habitat degli uccelli acquatici.

E' un atto firmato a Ramsar, in Iran, il 2 febbraio 1971 da un gruppo di paesi, istituzioni scientifiche ed organizzazioni internazionali partecipanti alla "Conferenza internazionale sulle zone umide e gli uccelli acquatici" con 159 paesi partecipanti, 1.889 siti interessati (per una superficie di 185.437.001 ettari); l'Italia è presente con 52 siti.

Il protocollo di Kyoto fa seguito alla convenzione quadro nelle Nazioni unite, sui cambiamenti climatici adottata a New York il 9 maggio 1992, la stessa convenzione è stata ratificata dalla Comunità europea con decisione 94/69/CE del 15 dicembre 1993 ed è entrata in vigore il 21 marzo 1994. Prevede l'obbligo una riduzione delle emissioni inquinanti.

L'Agenda 21 consiste in una pianificazione completa delle azioni da intraprendere a livello mondiale, nazionale e locale dalle organizzazioni delle Nazioni unite, dei governi e dalle amministrazioni in ogni area in cui la presenza umana ha impatti con l'ambiente.

La Sardegna è gravemente esposta da invasioni di ogni tipo, fauna, flora e insetti sconosciuti, provenienti da altri paesi. Piante infestanti e animali arrivati nell'isola tramite l'uomo, in Sardegna è presente la Nutria, la Vespa germanica, la Zanzara del Nilo, il Punteruolo rosso, erbe, piante orticole e piante da frutto, per non parlare delle malattie che colpiscono gli animali da pascolo, il morbo della lingua blu e la peste suina.

Insomma, tutto può entrare in Sardegna, mettendo a rischio la flora e la fauna autoctona compresa la salute dell'uomo. Il Giacinto d'acqua è in Sardegna da circa una decina d'anni. Questa pianta acquatica è fra le cento piante aliene al mondo. Fuori del suo territorio di origine, infatti, è una pianta devastante. Il Giacinto proviene dall'America latina. E' la prima fonte di alimentazione per il Lamantino. Pianta galleggiante infestante, si riproduce con facilità e in quantità enormi.

Vive nei fiumi e laghi, in acque con bassissima salinità, si riproduce dai semi e da pezzi di pianta, per svilupparsi ancora, nel rendere fiumi e laghi come dei campi verdi, dove l'acqua come risucchiata sparisce e, con essa l'ossigeno e ogni forma di vita. Così pesci, alghe, molluschi sono messi a dura prova, con il pericolo di morie. Anche per gli uccelli acquatici è un problema, la forte barriera del Giacinto si presenta come un tappeto fittissimo che esclude ogni possibilità per la cattura e la pesca, il cibo per gli Aironi, per le Garzette e per tutti gli uccelli delle paludi.

Sicuramente il problema più grosso è la moria dei pesci nelle lagune, motivo di lavoro e sostentamento per i pescatori. La provenienza del Giacinto è difficile da stabilire. E' servita per adornare i giardini acquatici con i suoi fiori dal colore azzurro poi, in seguito, sfuggita al controllo, si è inserita nei corsi d'acqua per l'irrigazione, probabilmente ha prolificato trovando le condizioni ideali, clima e acque con bassa salinità, componenti idonee per il suo sviluppo e crescita.

Invadendo fiumi e lagune, spinta dalle correnti dell'acqua, la pianta Killer è arrivata in diversi punti nevralgici, come stagni e canali fra i più importanti dell'isola, e del mondo. Oggi, il Giacinto d'acqua (Eichhornia crassipes) pianta galleggiante (grazie alle sue foglie piene d'aria) presente a Riola Sardo nel canale del rio Mar'è foghe, ove confluiscono le acque di diversi affluenti, come il rio Sos smolinos, il rio Mannu, il rio Iscas, il rio Cispiri. Il rio Mar'e foghe è l'immissario principale dello stagno di Cabras.

Il Giacinto d'Acqua è presente da alcuni anni nelle acque del rio Mar' e foghe, diversi tentativi sono stati fatti con dei mezzi meccanici, purtroppo questi lavori non hanno risolto il problema. Il fenomeno è grave. Le alluvioni di qualche giorno fa, purtroppo, non hanno aiutato. Al contrario, la forza dell'acqua ha spinto con violenza, trasportando il Giacinto dopo avere saltato lo sbarramento di Pischeredda, verso lo stagno di Cabras

 

nella foto di Eligio Mariano Testa; airono (Egretta alba)