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Società, puntiamo sulle Comunità Locali

15/12/2017 | Mondo uci
Riportiamo un articolo che parla anche di noi

Un evento degno di nota che contribuisce ad accrescere culturalmente il piccolo paese potentino di Castelgrande, è stato reso noto presso la Sala consiliare, in cui si è conferita la cittadinanza onoraria al professor Luigi Cerciello Renna. Il protocollo e il concordato d’intesa tra Comune e Osservatorio dell’Appennino Meridionale sono stati annunciati alla presenza del professore, del Primo cittadino castelgrandese Domenico Alberto Muro e dell’Amministrazione tutta. A seguito della notizia degna di rilievo, abbiamo intervistato l’emerito prof. Renna, giurista, editorialista scientifico, è ritenuto tra i maggiori esperti italiani di sicurezza agricola, ambientale ed energetica, uno dei pochi nel Paese ad assommare in sè le competenze normative e quelle tecniche. Cultore e docente di diritto amministrativo presso l'Università degli Studi Roma4, è anche il direttore scientifico del Corso universitario di Legalità Agroambientale istituito presso l'Osservatorio dell'Appennino Meridionale. Per anni Capo della Segreteria di Sicurezza Nato-UE del Ministero dell'Agricoltura, è oggi il Presidente del Centro Studi sul sistema agroalimentare "AgriEthos" dell'Unione Coltivatori Italiani.

Quando ha conosciuto per la prima volta Castelgrande?

Diversi anni fa, all'inizio del mio percorso accademico, mi sono imbattuto negli scritti del più grande naturista della storia italiana, Guglielmo Gasparrini, vissuto nell'800 e originario proprio di Castelgrande. La mia ammirazione e identificazione con i suoi lavori ha determinato in me un forte senso di prossimità al suo paese natale, che ho deciso poi di visitare più volte nel tempo, attirato dagli studi di Gasparrini che parlavano della salubrità del territorio e l'unicità della flora in Castelgrande.

Cosa pensa del paese e delle attività che sorgono sul territorio?

Castelgrande è una icona paesaggistica dell'Italia. Oggi la sua immagine è inevitabilmente associata all'Osservatorio astronomico che vi ha sede. Forti sono le suggestioni della presenza di una struttura di ricerca così importante come pure dell'astronomia stessa. Penso però sia tempo di considerare che l'Osservatorio appartiene alle Istituzioni scientifiche nazionali, mentre appartiene a Castelgrande il contesto ambientale incontaminato che si presta come pochi altri a tale attività scientifica. Ed è quest'ultimo aspetto che va associato a Castelgrande. Di notevole importanza è poi il parco Botanico dedicato a Gasparrini, che ritengo sia un modello di ricostruzione e cura degli habitat locali da prendere a riferimento dentro e oltre i confini regionali e che in quanto tale andrebbe valorizzato oltremodo.

Come si è svolta la Lectio Magistralis?

Il 14 ottobre sono stato accolto dal grande calore dei miei concittadini, raccolti per l'occasione presso il locale centro sociale. Ad un tavolo al loro cospetto, eravamo io e il Sindaco, che si è soffermato su presente e prospettive future del paese. Di qui la mia lectio, articolata in due parti. Ho prima illustrato il ruolo dei piccoli comuni nel presidio delle ricchezze agroambientali italiane. Per poi descrivere Castelgrande come patrimonio demoetnoantropologico della Basilicata.

Come ha accolto la notizia del conferimento della Cittadinanza Onoraria?

Con un sentimento di assoluta e grande gratificazione. Mi sento profondamente legato a Castelgrande e a tutti i Castelgrandesi. E dal momento del conferimento della cittadinanza onoraria ho avvertito un forte senso di partecipazione verso le sorti del paese.

Cosa pensa dei piccoli paesi della Basilicata, delle potenzialità e del divario spesso evidente tra possibilità e carenze economico-strutturali?

Chi studia il paesaggio e gli eco-sistemi italiani non può che ammirare i piccoli paesi lucani, custodi di una ruralità e biodiversità senza pari. La forbice tra potenzialità di sviluppo ed effettiva crescita economica ha a mio avviso due cause: la mancanza di visione strategica del legislatore nazionale e del decisore pubblico regionale e il venir sempre più meno dell'iniziativa privata. Ma la presa di coscienza identitaria e il sapiente protagonismo di amministrazioni e comunità locali che registro da qualche anno hanno innescato un trend virtuoso.

Testo di Emanuela Calabrese pubblicato su Il Roma del 5 dicembre u.s.

Autore: Redazione