Beta version

Slow Fish insegna la nutrizione

28/04/2017 | Qualità
Per scoprire quali alternative il mare ci offre per mantenerci in salute

Sono un must degli appuntamenti con l’approfondimento ideati Slow Food e coniugano l’informazione con la degustazione, il piacere di saperne di più con quello della scoperta di nuovi gusti. A Slow Fish 2017 l’appuntamento con i Master of Food raddoppia:

- da venerdì 19 a domenica 21 alle ore 10,30, presso la saletta didattica di Eataly Genova, dietisti e chef raccontano come coniugare cibo e salute;

- venerdì 19 e sabato 20 alle ore 18, presso lo stand Quality Beer Accademy, i nostri docenti invitano i giovani a mettere alla prova i propri sensi, in una vera e propria palestra di gusto.

La salute vien mangiando... quale pesce? Ma c’è pesce per tutti? Stando alle raccomandazioni dietetico-nutrizionali dovremmo consumare più pesce per le sue proteine ad alto valore biologico, alta digeribilità e leggerezza delle fibre, e per il contenuto di omega 3. Dall’altro lato sappiamo che, continuando con le attuali pratiche di pesca, le riserve di pesce saranno gravemente impoverite nel corso dei prossimi 40 anni. Già oggi, nei mari Europei, poco più del 10% degli stock è a un livello accettabile. Sono dunque raccomandazioni sostenibili per l’ambiente o dovremmo rivedere qualche falso-mito? Forse è giunta l’ora di svecchiare e rendere più pratica la dieta mediterranea come esempio di dieta sostenibile. Come? Valorizzando le fonti alternative di omega 3, i pesci stagionali e a ciclo vitale breve, poco conosciuti e meno costosi, per i quali il prezzo non corrisponde di certo al valore nutrizionale.

Sabato 20 è la volta di Nutrizione e... non pesci, per scoprire quali alternative il mare ci offre per esaltare il piacere e mantenerci in salute, senza intaccare gli ecosistemi acquatici: meduse e alghe, molluschi e crostacei, dobbiamo solo liberare la nostra fantasia in cucina. Con un approccio consapevole e pratico nella scelta del pescato, chef e dietisti sfatano il falso mito sul basso valore energetico dei “non pesci” e ci ricordano che queste specie hanno un ciclo di vita breve, apportano elementi essenziali biodisponibili e hanno un basso impatto ecologico anche in acquacoltura.

Domenica 21 con Pesci di plastica in cui riflettiamo sugli effetti della plastica sulla nostra salute, anche quella che arriva sui nostri piatti tramite i pesci. L’allarme sulle microplastiche (secondo uno studio dell’Università di Siena, i mari italiani contano 250.000 frammenti di microplastiche per chilometro quadrato) sta mano a mano crescendo, tuttavia non sono ancora state prese misure in grado di contrastare il loro smodato utilizzo nella nostra vita di tutti i giorni e di conseguenza la loro presenza nei nostri mari. Al momento come possiamo difenderci noi consumatori? Evitando le specie all’apice della piramide alimentare e a ciclo vitale lungo, che accumulano nelle loro carni contaminanti e microplastiche, come tonno, spada e salmone. Al loro posto possiamo imparare a cucinare (e apprezzare) le specie dal ciclo vitale breve, come la palamita e l'occhiata, che non accumulano molti inquinanti e si riproducono più velocemente.

Riuscireste a riconoscere un pesce alla vista? Quanto sono abili i vostri sensi a individuare le caratteristiche di un pesce fresco e di un trasformato di qualità? Mettetevi alla prova e raccogliete la sfida gastronomica lanciata dall’associazione Slow Food indovinando gli abbinamenti vincenti tra marinati, affumicati e birre.