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Settore idrico italiano: occorrono investimenti enormi

30/11/2011 | Agricoltura
Abbiamo bisogno di opere, infrastrutture, canali. Ma quanto costano?

Servono 65,15 miliardi di euro per investimenti nel settore idrico e i fondi pubblici coprono solo il 10%. A ciò occorre aggiungere che l'Italia ha le tariffe più basse d'Europa.

L'acqua, infatti, incide per lo 0,6% sulla spesa delle famiglie (circa 16 euro al mese), davvero poco se si pensa che le uscite economiche medie per le sigarette raggiungono i 25 euro al mese, pari allo 0,8% della spesa. Sono solo alcuni dei dati che emergono dallo studio che annualmente la fondazione Utilitatis realizza, fotografando lo stato delle risorse idriche in Italia dal punto di vista delle risorse, delle infrastrutture e delle gestioni.

Cifre rilanciate dall’Aduc, l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori. Il fabbisogno di investimenti è arrivato a 65,15 miliardi da spendere nei prossimi trent’anni per migliorare lo stato, in particolare, di fognature e depurazione (la maggior parte dei quali nel nord-ovest del paese). Di questi meno del 10% sarebbe coperto da finanziamenti pubblici. A fronte di tale quadro, l'Italia ha le tariffe tra le più basse d'Europa: per un consumo di 180 metri cubi (considerandolo standard per un nucleo familiare di tre persone) di acqua, una famiglia italiana spende in media 272,82 dollari l'anno, contro i 1.405,39 di una famiglia danese, i circa 780 dollari di Austria, Gran Bretagna e Francia o i 766,39 dollari della Germania.

Mauro D'Ascenzi, vicepresidente di Federutility, commenta così i dati della nuova edizione del Blue Book: “Alla manovra si chiede di essere un volano per lo sviluppo. Nel settore idrico ci sarebbero da investire quasi 66 miliardi di euro che non graverebbero sul bilancio dello Stato e sarebbero un formidabile strumento anticiclico per l'occupazione e lo sviluppo. Invece siamo in una situazione di incertezza normativa con la spada di Damocle delle multe dell’Unione europea per i ritardi che abbiamo nella costruzione di depuratori e con i servizi pubblici locali penalizzati dalla manovra economica”.