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Scalea, bocciato il porto e vittoria di Italia Nostra

23/07/2014 | Realtà locali
Il Consiglio di Stato ha definitivamente cassato il progetto per tutelare l'ambiente

Il Consiglio di Stato ha definitivamente bocciato il progetto del porto turistico di Scalea. Italia Nostra, attraverso una lunga battaglia giudiziaria, è riuscita a bloccare un'opera pericolosa per l'ambiente circostante sia per via dell'erosione della costa che sull'intero paesaggio, essendo il porto medesimo previsto intorno al sito archeologico e storico di Torre Talao, e prevedendo anche la deviazione di due corsi d'acqua. La sentenza definitiva è stata pubblicata il 14 luglio e allontana per sempre lo spettro di un nuovo "mega eco-mostro" per i modi in cui era stato concepito il nuovo porto. 

Rigettando il ricorso della Ditta esecutrice dei lavori, il Consiglio di Stato ha confermato dunque la precedente sentenza del Tar di Catanzaro del 15 settembre 2013.L'Associazione ambientalista Italia Nostra aveva impugnato la Valutazione d'Impatto Ambientale rilasciata dalla Regione Calabria evidenziando le problematiche legate al dissesto idrogeologico. Dal progetto definivo, infatti, era letteralmente scomparso il canale Sallegrino per il quale l'Autorità di Bacino Regionale, in un parere rilasciato nel corso dell'iter amministrativo, ne aveva prescritto la deviazione a nord del porto, imponendo anche la realizzazione di una serie di studi per prevedere, in futuro, l'andamento delle acque. Né la deviazione, né gli studi idrogeologici sono stati approntati.

Successivamente Italia Nostra, avendo appreso che nel frattempo tutto il procedimento amministrativo si era concluso con il rilascio dell'autorizzazione finale, ha proposto un ricorso per motivi aggiunti evidenziando la totale difformità del progetto definitivo rispetto al preliminare elaborato nel 2002, che prevedeva una forma a bacino a moli convergenti per una capacità di 320 barche sporgente 80 metri dalla riva.

Con delibera del 09/09/08 la Giunta Comunale del Comune di Scalea approvava, invece, un progetto definitivo di porto a forma di "bacino interno" molto più ampio, di capienza di 510 barche prevedendo a mare un'imponente diga foranea radicata alla riva lunga circa 300 metri e alta 4 metri.

In particolare la sentenza del Consiglio di Stato sottolinea come l'aumento dei posti barca, giustificato dai costruttori con valutazioni di tipo economico, non può certo giustificare un abbattimento dei valori ambientali nel contesto dei quali deve inserirsi l'opera e che non possono assolutamente essere sacrificati, in particolare in relazione agli aspetti di tutela dell’assetto idrogeologico delle aree poste a ridosso della zona portuale interessate dall'attraversamento di due corsi d'acqua (canale Sallegrino e canale Tirello) a rischio inondazione che sarebbero stati "deviati".