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Sardegna, la questione del latte

12/02/2019 | Agricoltura
Forte divario tra costi di produzione e prezzo pagato dalla trasformazione

Abbiamo assistito, in questi giorni alle pesanti proteste degli allevatori ovi caprini della Sardegna. Gli attori della filiera chiedono un equo prezzo del latte. Cresce il numero dei pastori che posta sui social il video in cui il latte viene versato in terra, a testimonianza della tensione che, nelle campagne,  rimane pericola.

La rabbia ruota attorno al prezzo del latte pagato dagli industriali a 60 centesimi al litro ai pastori. Un prezzo considerato irrisorio da tutti partecipanti del cosiddetto “Tavolo latte” composto dalle associazioni professionale agricole, Confindustria, Banco di Sardegna, Fidicoop, Oilos e Cooperativa allevatori ovini.

Ora è necessario fare squadra, ragionare da filiera. Un giusto prezzo del latte dovrebbe aggirarsi su 90 centesimi a litro. Una mediazione si può trovare, anche per permettere al mercato di sbloccarsi. Se le richieste dei produttori sono ormai note, ora spetta agli industriali rispondere. Secondo le ultime stime vi sono in Sardegna 12 mila allevamenti di ovini, 2,7 milioni di capi di bestiame allevati e 300 milioni di latte prodotti.

Il Presidente della Giunta regionale Francesco Pigliaru e l’Assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria hanno stilato un comunicato congiunto, nel quale invocano «un senso di responsabilità di tutti i portatori di interesse del comparto ovicaprino, convocati attorno ad un tavolo della Regione per trovare una giusta soluzione alla crisi del prezzo del latte, affinché non si abbandoni la trattativa. Non perdiamo questa occasione storica, che permetterà per il futuro, attraverso il resto del documento d’intesa già condiviso da tutti, di governare questo settore che merita rispetto e riconoscimento della propria dignità di comparto produttivo trainante per la Sardegna».

E intanto le cose nei campi vanno maluccio. Secondo Ismea, il prezzo del latte ovino in Sardegna ha subito un ulteriore calo nelle prime settimane di febbraio, attestandosi sui 60 centesimi/litro (iva inclusa). Nel mese di gennaio il prezzo medio registrato è stato pari a 62 centesimi/lito iva inclusa, corrispondenti a 56 centesimi iva esclusa. Nello stesso mese i costi di produzione iva esclusa hanno raggiunto i 70 centesimi/litro, segnando un margine negativo per le aziende produttrici di 14 centesimi/litro.