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Roma, la Città dell’Altraeconomia a rischio sfratto

04/04/2012 | Realtà locali
Seriamente a rischio un esperimento sociale che in cinque anni aveva dato dei risultati. C'è chi si mobilita.

Dal 2007 l'area dell'ex Mattatoio di Testaccio a Roma è destinata alla “Città dell’Altraeconomia”. Uno spazio che ha visto attivarsi imprese, associazione e società civile per realizzare un luogo di sperimentazione di pratiche economiche che sappiano restituire al territorio ed ai cittadini sicurezza sociale, equa distribuizone delle risorse, ricchezza ecologica.

In particolare, con continuità sono stati promossi mercatini biologici e pratiche per la valorizzazione delle energie rinnovabili. Ora questo luogo di sperimentazione, unico in Europa, è vittima di una politica locale miope e insensibile. La “Città dell’Altraeconomia” rischia di scomparire dietro interessi politici di parte e appetiti economici di diverso colore.

Il Consorzio “Città dell’Altraeconomia” 2.0, nato da un percorso di riprogettazione partecipata e pubblica dell'area, lancia un appello alla mobilitazione delle forze sociali e di movimento di Roma e chiede un confronto con le forze politiche cittadine disposte a difendere gli spazi della “Città dell’Altraeconomia” e la vocazione dell’area in una visione che vuole Roma luogo di sperimentazione di una nuova politica urbanistica partecipata e solidale.

Una forte voce di denuncia di quanto sta avvenendo viene anche dal Comitato direttivo della Cgil di Roma e del Lazio. In una nota esprime “la sua più grande preoccupazione per la decisione adottata dal Comune di Roma di mettere sotto sfratto i locali delle aziende e delle imprese della Città dell’Altraeconomia che operano da oltre cinque anni nell’ex Mattatoio di Testaccio. Il Comune di Roma chiede la riconsegna dei locali e ha finora operato per chiudere questa esperienza innovativa per la città e la sua economia, né si è mai reso disponibile a valutare seriamente la possibilità e la necessità di tutelare e rafforzare un processo avviato anni fa e che ha consentito la nascita e lo sviluppo di nuove imprese legate al ciclo del riuso, delle energie rinnovabili, dell’agricoltura biologica: tutte realtà che a questo punto rischiano di scomparire”.

La Cgil di Roma e del Lazio, continua la nota, “sosterrà la lotta del Consorzio Città dell’Altraeconomia, cui ha aderito, partecipando alle iniziative di mobilitazione negli spazi dell’ex Foro Boario per mantenere aperta una prospettiva sul futuro dell’Altraeconomia a Roma, nella convinzione che l’uscita della città dalla crisi sociale ed economica in cui versa sarà possibile soltanto attraverso un nuovo progetto e un’idea di sviluppo del territorio metropolitano che sia incentrato sulla economia sostenibile e che sappia valorizzare tutte le esperienze di impresa e di lavoro”.