Beta version

Roma, beni comuni: s’allarga il fronte contro la vendita di Acea

02/04/2012 | Realtà locali
Ampio fronte di "no alla privatizzazione" di Acea, la public company che gestisce, tra l'altro, il servizio idrico e quello dei rifiuti.

Sembra ormai cosa fatta la volontà del Comune di Roma, in linea con le normative approvate dopo il voto referendario dal governo Berlusconi e dall’attuale governo Monti, di mettere in vendita un ulteriore 21% della propria quota in Acea spa, preparandosi a rendere effettivo un piano di privatizzazione e dismissione dei servizi pubblici della città di Roma.

Un ampio comitato di cittadini e associazioni scende in campo contro tale progetto. “Acqua, gestione dei rifiuti, trasporti, energia, cultura, servizi sociali: le basi per una cittadinanza effettiva, diritti inalienabili da garantire in modo universale, strumenti fondamentali per la riduzione delle diseguaglianze, saranno assoggettate alla pura logica del profitto e della rendita finanziaria – si legge in un comunicato. “Ci troviamo di fronte ad un attacco pesantissimo nei confronti della possibilità di costruire un modello di città equa, in cui anche le fasce a basso reddito abbiano accesso ad una buona qualità della vita. Il piano di saccheggio è l’estremo tentativo di mettere le mani sulla città, rendendo ancor più drammatiche le condizioni sociali determinate dalla crisi economica. Se a questo si aggiungono il drastico taglio dei finanziamenti alle politiche sociali, contenuto nel prossimo bilancio, e lo svuotamento delle prerogative dei municipi, il quadro è ancora più chiaro: si tratta di una vera e propria aggressione ai diritti collettivi”.

L’ampio coordinamento, di cui fatto parte – tra gli altri - Arci Solidarietà, Italia Nostra Castelli Romani, Legambiente Lazio, Servizio Civile Internazionale – sottolinea come “la gestione pubblica dei servizi essenziali non va soltanto difesa, ma trasformata in senso democratico e partecipativo: sono i beni comuni la vera base democratica di una città e ai cittadini spetta il diritto e il compito di difenderli e partecipare alla loro gestione. Questo percorso deve iniziare con la ripubblicizzazione del Servizio Idrico di Acea. La Cassa Depositi e Prestiti deve finanziare questo processo e non, come invece vuole il governo, far confluire i risparmi dei cittadini nel processo di mercificazione dei loro stessi diritti attraverso l’ulteriore privatizzazione di Acea e degli altri servizi pubblici. Non è possibile star fermi a guardare mentre viene calpestata senza alcun ritegno la volontà popolare: per questo chiamiamo tutta le persone e le realtà che hanno sostenuto la battaglia referendaria ad una urgente, forte e determinata mobilitazione cittadina”.