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Ristorazione e valori umani ad Amatrice

09/01/2017 | Realtà locali
È nata come un gemellaggio tra Santi ed è diventata una straordinaria lezione di vita

Ringrazia ufficialmente per l’esperienza vissuta ad Amatrice, la delegazione di imprenditori e commercianti del quartiere San Lorenzo di Firenze, recatasi presso l’omonima frazione San Lorenzo del comune reatino, in occasione della fine dell’anno. La delegazione ha voluto dimostrare la vicinanza del quartiere fiorentino agli abitanti della frazione del comune simbolo del terremoto del Centro Italia consegnando al sindaco della cittadina oltre 12mila euro frutto di iniziative di solidarietà condotte nel centro di Firenze.

“È nata come un gemellaggio tra Santi ed è diventata una straordinaria lezione di vita”. Con queste parole Aldo Cursano, Vicepresidente vicario di Fipe, ha commentato il viaggio ad Amatrice compiuto da una delegazione di imprenditori e commercianti fiorentini.

L’iniziativa, ha spiegato Cursano, è nata da un gruppo di associazioni e istituzioni tutte legate al quartiere e alla Chiesa di San Lorenzo di Firenze. “Una delle frazioni di Amatrice è intitolata al Santo del nostro quartiere ed è la sede di una bellissima e antica chiesa di San Lorenzo, fortemente danneggiata dal terremoto. È stato quindi naturale per noi svolgere una serie di iniziative di raccolta fondi che avessero come obiettivo la ricostruzione della chiesa, il rilancio del quartiere e delle attività imprenditoriali e commerciali di quella frazione”.

Il 28 dicembre è quindi giunta ad Amatrice una delegazione di fiorentini composta da Aldo Cursano, Fipe, promotore dell’iniziativa, Massimo Manetti Presidente del Consorzio del Mercato Centrale di San Lorenzo, Enrico Bocci Presidente dell’Opera Medicea/Laurenziana, il Cav. Siro Gini e il Presidente del Centro Storico Maurizio Sguanci in rappresentanza del Comune di Firenze. La delegazione ha consegnato nelle mani del Sindaco di Amatrice e dei cittadini i fondi raccolti a Firenze, nel corso di una giornata memorabile.

“Abbiamo fatto un gemellaggio tra i due San Lorenzo. Noi fiorentini abbiamo adottato la Chiesa che è il simbolo di quella bella comunità. Com’è naturale per chi come noi si occupa professionalmente di ristorazione, il gemellaggio è stato anche enogastronomico con lo scambio delle eccellenze dei rispettivi territori: abbiamo portato bistecche, salsicce e chianti, siamo stati “ripagati” dalla migliore pasta all’amatriciana della mia vita”.

“È stato un importante momento di condivisione e di vicinanza. Ma chi ha ricevuto di più siamo stati noi, che abbiamo vissuto un’esperienza straordinaria e ricevuto una lezione importante da persone meravigliose che, nonostante la tragedia vissuta e le difficoltà enormi che debbono affrontare, hanno dato dimostrazione di aver mantenuto intatti i valori dell’accoglienza e dell’ospitalità, così come è intatta la loro voglia di fare e di ripartire da dove il sisma li ha colti”.