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Rinnovabili quasi al 40% in Italia

14/07/2015 | Energia
Secondo Terna, le fonti pulite hanno coperto il 37,1% dei consumi di energia elettrica del Paese.

Il bilancio italiano del primo semestre dell’anno in corso è positivo per il settore delle energie rinnovabili. Secondo il rapporto fornito da Terna, le fonti pulite hanno coperto il 37,1% dei consumi di energia elettrica del Paese.

Dai dati si evince inoltre che la produzione di energie rinnovabili in Italia rappresenta il 43,3% dell’elettricità totale generata nel Paese. Rispetto al primo semestre del 2014, si evidenzia un leggero calo della generazione di elettricità pulita, dovuto a una riduzione della produzione idroelettrica di circa 7 TWh. Complessivamente, dall’inizio dell’anno alla fine di giugno, in Italia lo sfruttamento delle fonti rinnovabili ha permesso una produzione di 56,8 TWh.

Secondo Terna emerge che la produzione fotovoltaica è cresciuta del 10,1% rispetto al primo semestre del 2014. In crescita anche l’eolico, a quota +9,6%, e il geo-termoelettrico, che ha fatto registrare un +5,6%. Più modesto l’incremento della produzione osservato nel settore delle bionergie, fermo a quota 8,8 TWh.

Il rapporto di Terna conferma l’apporto significativo del fotovoltaico nella copertura del fabbisogno di elettricità italiano. Il fotovoltaico è riuscito a soddisfare ben l’8,4% della domanda nazionale. Analizzando i dati su base mensile, emerge che a giugno il fotovoltaico ha coperto una fetta ancora maggiore dei consumi corrispondente all’11,5% della domanda.

La crescita del fotovoltaico italiano è testimoniata anche da un altro dato: la progressiva riduzione del divario con la produzione idroelettrica. Nel primo semestre del 2014 l’energia idroelettrica prodotta in Italia superava di tre volte la produzione fotovoltaica, mentre quest’anno non è neanche il doppio.

Nei giorni scorsi Terna ha sottolineato che sia il fotovoltaico che le altre fonti rinnovabili stanno permettendo di gestire i picchi della domanda di elettricità, causati dal caldo record: Al momento della punta massima, il fabbisogno nazionale è stato coperto da una produzione da fonte rinnovabile prossima al 40%.