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Ricerca in agricoltura, il pomodoro nero Sunblack

22/07/2015 | Agricoltura
Nato dall'Università della Tuscia e dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa attraverso la tecnica dell'incrocio

Il pomodoro nero sarà la mascotte della campagna AICS - Ambiente in favore della ricerca Non Ogm in agricoltura. “Il Sunblack è emblematico di un modo di agire che ci piace nell'ambito della ricerca in agricoltura: innovare senza scorciatoie" ha spiegato Andrea Nesi, responsabile nazionale ambiente di AICS ideatore del progetto.

Il Sunblack è un pomodoro ma quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l'uva nera e i mirtilli. Essi sono antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. Sunblack, che però conserva una polpa di colore rosso e mantiene inalterato il sapore, è anche in grado, dunque, di garantire benefici alla salute.

E’ il risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie di ingegneria genetica (OGM), nella consapevolezza che tali alimenti non incontrano il favore degli italiani. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l'aspettativa di vita è aumentata grazie anche all'aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l'accumulo di radicali liberi.

Da qui ha preso le mosse l'idea di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro con quelle dell'uva nera o dei mirtilli che contengono un'elevata quantità di antociani, dall'azione antiossidante e normalmente non presenti nei pomodori. Per raggiungere l'apporto nutritivo del Sunblack, una possibile, salutare insalata dovrebbe essere arricchita dalla presenza di mirtilli o di uva nera.

Il prodotto è nato da un incrocio tra varietà di pomodoro con caratteristiche contrastanti. Uno dei genitori di Sunblack produce piccole quantità di antociani nella buccia, mentre l'altro genitore produce elevate quantità di antociani nelle foglie. Dall'incrocio di queste due varietà è nato Sunblack, che mostra la intensa colorazione viola-nera nella buccia del frutto.

Il risultato ottenuto con il Sunblack rappresenta un'ulteriore conferma della vitalità della ricerca condotta in Italia: con circa 150mila euro (finanziamento del Ministero dell'Università) è stato infatti possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l'alimentazione umana. Per il progetto si confermano due obiettivi: uno propedeutico rispetto alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del Sunblack nel circuito commerciale; il secondo sta nello studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani per migliorare ulteriormente, senza ricorso a OGM, la componente nutrizionale degli alimenti.

photo credit to gonews.it