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Reggio Emilia: incontro per salvare razze e vegetali reggiani

28/11/2012 | Realtà locali
Ben 40 specie rischiano di scomparire: ma ora la Provincia, grazie ad agricoltori-custodi e insieme a Vandana Shiva, li salverà.

Dalla pecora cornella al cavallo del Ventasso, all’uva fogarina. Ben 40 specie, che rappresentano la storia (e il patrimonio) della terra reggiana, rischiano di scomparire: ma ora la Provincia, grazie ad agricoltori-custodi e insieme a Vandana Shiva, li salverà.

Si tratta quindi di una “nuova arca” per salvare il grande patrimonio rappresentato dalle antiche varietà vegetali e razze animali che rischia di scomparire. La Provincia di Reggio Emilia, infatti, vuole assolutamente conservare, tutelare e valorizzare. Sono pertanto ben quaranta le specie animali e vegetali, dunque,  individuate al termine di un meticoloso lavoro di ricerca condotto negli ultimi anni, che ha portato alla pubblicazione di un “catalogo” della biodiversità reggiana, ovvero di piante ed animali delle nostre campagne lasciati in disparte rispetto a varietà maggiormente produttive.

Piante e animali alla cui sopravvivenza provvederanno ora l’impegno e la passione di tanti agricoltori-allevatori, investiti dalla Provincia di Reggio Emilia – attraverso un apposito Albo - del decisivo ruolo di “custodi della biodiversità”. “Arca Regia” è appunto il titolo, emblematico, della giornata di presentazione di questo interessante lavoro che l’Assessorato provinciale all’Agricoltura ha programmato per mercoledì 28 novembre (ore 10) all’hotel Posta di Reggio Emilia.

Un lavoro che – caso pressoché unico in Italia – è entrato nell’Alleanza per la campagna mondiale “Salviamo i nostri semi”, promossa dall’associazione Navdanya International della nota ecologista ambientalista indiana Vandana Shiva, volta a creare una vasta rete solidale per salvare e diffondere le varietà e i semi locali. “Il recupero e la salvaguardia della biodiversità reggiana è un’attività nella quale la Provincia è impegnata da anni e che deve proseguire perché tanta ricchezza non deve andare perduta, per ragioni storiche, di identità locale e culturali ma anche per creare nuove e spesso interessanti opportunità produttive ed economiche”, spiega l’assessore provinciale all’Agricoltura, Roberta Rivi.

“A volte ritornano”, come dimostra la felice esperienza del recupero dell’antica razza bovina Reggiana, vera razza da formaggio. Ma sono ben 40 le specie animali e vegetali che fanno parte della nostra storia che rischiano di scomparire. A salvaguardare questo patrimonio saranno l’impegno e la passione di tanti agricoltori-allevatori che la Provincia ha nominato “custodi della biodiversità”, istituendo un apposito Albo per creare una rete di tutela della biodiversità e promuovere la collaborazione tra aziende agricole, istituzioni ed enti di ricerca. Mercoledì 28 novembre al Posta, ad illustrare i risultati di questo lavoro, sarà la stessa assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi, mentre il contributo reggiano alla campagna mondiale “Salviamo i nostri semi” sarà illustrato da Maria Grazia Mammuccini, vice presidente di Navdanya, ed una riflessione sul valore della biodiversità per l’agricoltura e l’alimentazione sarà affidata a Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la biodiversità.

Le conclusioni della mattinata saranno tratte dall’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni. Condurrà i lavori Mirco Marconi, insegnante presso l’istituto Zanelli di Reggio e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.