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Redditometro, partite le prime convocazioni

16/05/2014 | Normativa
Il contribuente viene contattato per fornire spiegazioni sulle spese superiori al reddito dichiarato

Sono partite le prime lettere del Fisco basate sul nuovo Redditometro, indirizzate ai contribuenti a rischio evasione. Si tratta di circa 20mila missive riferite ai redditi 2009 dichiarati nel 2010. Attenzione: non un accertamento fiscale ma di un primo step, come previsto dalle nuove regole dell’Agenzia Entrate sul Redditometro stabilite con il placet del Garante Privacy.

Dunque, una comunicazione “amichevole” dello scostamento superiore al 20% rilevato fra reddito dichiarato e tenore di vita. Per l’anno in corso sono stati programmati 20mila controlli rispetto ai 35mila preannunciati inizialmente, il che lascia presupporre scostamenti ben oltre il tetto minimo. Da tener presente che le Entrate, nel regolamento applicativo, hanno previsto un’ulteriore zona cuscinetto: una sorta di franchigia di 12mila euro l’anno.

Il contribuente viene contattato per fornire spiegazioni sulle spese superiori al reddito dichiarato, in un colloquio preliminare durante il quale è possibile fornire tutte le precisazioni del caso sulle transazioni finite nel mirino del Fisco. Tali spese sono indicate nel dettaglio nella lettera che arriva a casa, completa di prospetto con dati su reddito dichiarato e spese sostenute tali da provocare lo scostamento fuori misura.

La lettera convoca il contribuente per un confronto chiarificatore e fissa una possibile data. Nel caso in cui sia impegnato, il contribuente ha 15 giorni per proporre un diverso appuntamento. Importante: quando ci si reca al contradditorio, bisogna portare con sè la lettera ricevuta, che riporta la data di notifica e ha valore giuridico. Il colloquio dà al contribuente la possibilità di chiarire la fonte finanziaria che ha reso possibili le spese extra-reddito (prestiti, investimenti, risparmi).

Nel caso in cui tutto si chiarisca la procedura si conclude. Se invece non vengono forniti elementi certi, si apre ufficilamente l’accertamento vero e proprio. Attenzione: ci si deve sempre presentare al contraddittorio, perché in caso contrario si rischia una multa da 258 a 2.065 euro.