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Ravenna, annata agricola tra luci e ombre

25/11/2016 | Realtà locali
La volatilità dei prezzi colpisce ancora i redditi

Un anno tra alti e bassi, questo in sintesi l’andamento agricolo del Ravennate. Nel 2016 il comparto frutticolo provinciale non ha evidenziato particolari problemi. La volatilità dei prezzi è ancora una minaccia, oltre che causa del mancato equilibrio fra costi di produzione e redditività. La frutta, tuttavia, quest’anno ha regalato qualche soddisfazione, anche nella coltivazione di quelle colture ormai poco sostenibili, come ad esempio il pesco e la nettarina. Le estensioni di superfici e le produzioni continuano a calare. L’andamento del mercato è stato molto costante, con quotazioni medie in rialzo di circa il 25% (nel 2015 i listini erano circa 35 centesimi di euro al kg), che si sono mantenute salde per tutto il periodo di commercializzazione. 

Annata da ricordare per le albicocche, sotto tutti gli aspetti con una produzione in aumento del 50% e prezzi interessanti anche per i produttori. Le mele registrano un aumento di superficie e di ettari in produzione (+9%) e anche quelli in allevamento sono in crescita (+10%). Produzione in aumento (+3/4%). Le pere registrano una contrazione degli ettari in produzione (-5%), ma quelli in allevamento sono in crescita (+53). Non sembrano aver brillato le susine, anche se la varietà Angeleno, cultivar tardiva più rappresentativa nel territorio, ha ancora due/tre mesi di commercializzazione davanti a sé. Per l’actinidia, in raccolta, si prevede un calo produttivo (-15%), seppur contenuto rispetto al dato nazionale medio e di alcune regioni in particolare. Sotto il profilo qualitativo dei frutti la situazione sembra buona e la pezzatura dovrebbe essere maggiore rispetto a quella del 2015 con buone possibilità di valorizzazione sul mercato. Infine, aspettative elevate per il prossimo futuro – seppur con ancora limitate superfici dedicate – per ciliegie, cachi e noci.

Nelle colture orticole quasi tutte le produzioni hanno raggiunto risultati produttivi – e in certi casi anche qualitativi – inferiori alle medie, pur con una superficie coltivata in aumento (+6,7%). Negativo l’andamento dei prezzi. In crescita le superfici dedicate a patate, +20% rispetto all’anno precedente; buone le rese in campo con una media di circa 440 quintali a ettaro; prezzi al ribasso. Per i pomodori da industria, comparto che vanta un’estensione di superfici pari a 1.900 ettari, si parla di annata discreta in termini di rese (72 tonnellate per ettaro) e di qualità poiché, pur nella media, le produzioni sono state negativamente influenzate dall’andamento climatico. La produzione di cipolla, a cui vengono dedicati 920 dei circa 3.000 ettari coltivati in Regione, è superiore rispetto al 2015 con una resa per ettaro compresa tra le 450 e le 550 tonnellate.