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La ricicleria mobile dell'Umbria

10/02/2014 | Realtà locali
L’Umbria sperimenta pratiche innovative nella gestione e nel trattamento dei rifiuti

“Con il progetto ‘Emares’, l’Umbria sperimenta pratiche innovative nella gestione e nel trattamento dei rifiuti che contribuiranno a raggiungere gli obiettivi dell’incremento della quantità e della qualità della raccolta differenziata fissati dal Piano regionale”. Sono parole dell’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, che la scorsa settimana a Magione, ha preso parte all’incontro pubblico sulle nuove tecnologie per il recupero dei rifiuti, organizzato nell’ambito del progetto Life “Emares” (Enhanced material recovery and environmental sustainability for small scale waste management systems), di cui è capofila il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università degli studi di Perugia e al quale la Regione Umbria ha aderito come “partner”, insieme al Comune di Magione e alle società di gestione del servizio integrato “Gesenu” e “Tsa”.

Il progetto si prefigge lo sviluppo di sistemi informativi per monitorare la corretta osservazione della raccolta differenziata da parte dei cittadini, di incrementare l’efficienza degli impianti di selezione e trattamento meccanico-biologico di Ponte Rio al fine di aumentare la percentuale di materiale destinata a recupero anziché a discarica, e di potenziare i processi tecnologicamente avanzati di trattamento dei rifiuti organici.

C'è anche stata la presentazione ufficiale del nuovo mezzo, costruito osservandole linee guida del progetto: una “ricicleria mobile”, che recupererà rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, piccoli elettrodomestici e oli vegetali usati. “Abbiamo deciso di prendere parte a questo progetto e di supportarne le attività di ricerca scientifica e sperimentazione tecnologica – ha spiegato Rometti – in quanto sono coerenti con alcune delle finalità del Piano regionale dei rifiuti che prevede l’incremento non solo della quantità ma anche della qualità della raccolta differenziata per innalzare i quantitativi di rifiuti che possono effettivamente essere trasformati in prodotti collocabili sul mercato e pertanto non destinati a discarica”.

“Questo progetto – ha aggiunto – potrà consentire un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita di tali prodotti, compreso il fertilizzante derivante dal compostaggio dei rifiuti organici, e soprattutto garantire risparmi economici grazie all’incremento dell’efficienza energetica del processo. In questo modo, si potranno abbattere i costi di gestione complessivi del servizio e pertanto ridurre gli oneri tariffari a carico dei cittadini”.

La Regione Umbria svolge un ruolo di supporto, essenzialmente finalizzato alla diffusione e alla divulgazione delle finalità del progetto, dello stato di avanzamento e dei risultati finali. Il Dipartimento di Ingegneria Industriale coordina le attività di ricerca, svolte presso gli impianti di Gesenu e Tsa. Il progetto “Emares”, che avrà termine nel giugno 2016, ha ottenuto dall’Unione europea un finanziamento di oltre 1 milione e 352mila euro, nell’ambito del Programma europeo “Life