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Quanto vale la birra in Italia?

02/12/2019 | Esplorando
Il contributo è passato da 7,83 a quasi 9,2 miliardi, pari allo 0,52% del pil italiano.

Il contributo della filiera della birra italiana alla ricchezza e al benessere del nostro paese è cresciuto negli ultimi 3 anni di oltre 1 miliardo di euro (+17%) passando da 7,83 miliardi di euro a quasi 9,2 miliardi, pari allo 0,52% del pil italiano.

Ne hanno beneficiato soprattutto a valle e a monte della filiera, oltre che lo Stato italiano con le imposte incassate. In percentuale, sale soprattutto il valore condiviso relativo alle forniture di materie prime (+55%, da 273,3 a 423,6 milioni di euro). Mentre hanno una crescita in linea con la media della filiera (tra il +13 e il +17%) le fasi della produzione e della distribuzione e vendita, anche se più rilevante in valori assoluti (rispettivamente 1632 milioni e 7.051 milioni di euro). E in 3 anni aumenta del +19,4% il contributo fiscale della filiera della birra, che nel 2018 ha portato alle casse dello Stato ben 4,3 miliardi di euro, mentre le accise sono passate da 609 milioni di euro a 711 milioni (+16,7%).

Sono i dati sono stati diffusi dall’Osservatorio Birra con la presentazione del 3° Rapporto “La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia”, realizzato da Althesys per conto della Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da Heineken Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia.

Per calcolare il valore condiviso, lo studio ha analizzato tutte le fasi della filiera della birra (approvvigionamento materie prime, produzione, logistica, distribuzione e vendita), considerando gli effetti diretti (valore aggiunto, contribuzione fiscale, occupazione, ecc.) delle attività dell’industria birraria italiana, quelli indiretti e indotti, le ricadute degli investimenti pubblici.

La ricerca si è concentrata sul triennio 2015-2018 perché coincide con il picco della “primavera della birra”, quel fenomeno gastronomico, culturale e socio-economico connesso alla nuova curiosità degli italiani verso il mondo della birra. Convivialità e socialità sono i fattori alla base del piacere di consumare birra, in casa e fuori casa. Basti pensare anche ai luoghi del gusto dove la birra è protagonista, ai corsi amatoriali o professionali per diventare sommelier della birra, alle aperture di microbirrifici, a scaffali dei supermercati sempre più ampi e forniti di birre classiche e speciali.

In termini di occupazione, secondo la ricerca, la birra permette a quasi 100.000 famiglie di avere una fonte di reddito, assicurando lavoro a 92.190 dipendenti distribuiti proporzionalmente lungo l’intera filiera, distribuendo salari lordi di oltre 2,5 miliardi di euro. In 3 anni la filiera della birra è stata in grado di offrire ben 4.500 posti di lavoro in più. In particolare, nel 2018 per ogni addetto alla produzione della birra, il settore è riuscito ad assicurare ben 29,3 occupati complessivi a livello di filiera.