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Puglia, mobilità ciclistica, promulgata la legge regionale

28/01/2013 | Realtà locali
La mobilità ciclistica assume dimensioni importanti e quindi necessita di infrastrutture adeguate.

Verso un salto di qualità per le piste ciclabili in Puglia. Il Consiglio regionale ha approvato, con delibera numero 127 del 4 dicembre 2012, la proposta di legge sugli “Interventi per favorire la mobilità ciclistica” (44 voti favorevoli e 3 astensioni).

"Abbiamo avvertito la necessità di mettere ordine in una materia, quella della mobilità ciclisitica, che negli ultimi anni ha subito uno sviluppo tumultuoso - spiega Guglielmo Minervini, assessore alle infrastrutture strategiche e mobilità della Regione Puglia. “Con la legge – continua Minervini - interveniamo su tre ambiti: proviamo a organizzare gli strumenti di pianificazione a vari livelli, realizziamo una classificazione puntuale delle diverse tipologie di infrastrutture ciclabili a disposizione dei Comuni e incentiviamo il lavoro culturale per promuovere l'utilizzo della bici negli spostamenti quotidiani. Sta crescendo in Puglia la quantità di persone che scelgono muoversi in bici e chiedono di farlo in sicurezza. Dunque questa legge coglie lo spirito del tempo e prova a recuperare il ritardo enorme sulle infrastrutture ciclabili che paghiamo rispetto al nord Europa".

Diventa fondamentale l'intermodalità bici e trasporto pubblico e collettivo. La legge (approvata con la procedura d’urgenza) agisce su due componenti complementari: la realizzazione di interventi infrastrutturali e la promozione di azioni di comunicazione, educazione e formazione. L'aspetto pianificatorio parte dalla redazione del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (Prmc) coordinato con le norme statali già in vigore e con gli altri piani e documenti già approvati dalla Regione (Piano Regionale dei Trasporti, Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, Documento Regionale di Assetto Generale).

Ogni Comune dovrà dotarsi di un Piano per la mobilità ciclistica. Tra gli interventi previsti per favorire la mobilità ciclistica di cui i Comuni dovranno farsi carico sono compresi, tra gli altri, la costruzione e dotazione di cicloposteggi attrezzati, liberi o custoditi, e di centri per il deposito, noleggio e la riparazione di cicli prioritariamente in corrispondenza dei centri intermodali di trasporto pubblico e presso strutture pubbliche, la messa in opera di segnaletica, verticale e orizzontale specializzata per il traffico ciclistico e di segnaletica integrativa dedicata agli itinerari ciclabili.

I Comuni dovranno destinare una quota non inferiore al 10 per cento dei posti auto previsti, adeguatamente attrezzata, al parcheggio di biciclette. Le stesse amministrazioni comunali dovranno inserire nei regolamenti edilizi norme per la realizzazione di spazi comuni negli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive per il deposito di biciclette. Sono previste anche attività di promozione, comunicazione, educazione, formazione, nonché servizi ai ciclisti e ai cicloturisti. Non potranno essere finanziate strade se le stesse non saranno dotate di adeguate infrastrutture ciclabili tali da consentire transito in bicicletta in condizioni di sicurezza.