Beta version

Pubblicazioni: come sfamare il mondo entro il 2050

07/03/2012 | Editoria
Tra quarant'anni saremo 9 miliardi di bocche da sfamare. Il pianeta ce la farà?

Il pianeta è quantitativamente in grado di sfamare i suoi sette miliardi di abitanti, sebbene un miliardo di persone soffra la fame e 1,4 miliardi di persone sia in sovrappeso?

Questo squilibrio potrebbe aumentare ulteriormente entro il 2050, quando si prevede che al mondo ci saranno nove miliardi di persone. La Terra sarà in grado di sfamare tutti questi uomini e donne quando le risorse inizieranno a scarseggiare e i cambiamenti climatici rappresenteranno una seria minaccia per la catena alimentare globale? Questo mese, Marion Guillou, presidente dell'Istituto Nazionale Francese di Ricerca Agronomica (Inra), e Gérard Matheron, presidente del Centro di cooperazione internazionale sulla ricerca agronoma per lo sviluppo (Cirad), hanno pubblicato “The World's Challenge, Feeding 9 Billion People” (per leggere il comunicato stampa multimediale: www.multivu.com/mnr/53765-editions-quae-bourin).

Riflettendo su questa sfida, il libro offre una risposta ottimistica: sì, è possibile che i nove miliardi di persone che vivranno sul nostro pianeta tra meno di 40 anni ricevano un'alimentazione qualitativamente accettabile. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, tutte le parti coinvolte (agricoltori, politici e cittadini comuni) devono attivarsi il prima possibile per modificare radicalmente gli attuali modelli agricoli e alimentari. "Sfamare il pianeta". Dietro questa espressione si nascondono sfide di portata colossale. Innanzitutto, dobbiamo sapere in che direzione stiamo andando.

Se questo libro sarà in grado di contribuire alla raggiungere questa consapevolezza, avrà già realizzato parte dei suoi obiettivi, ha dichiarato Marion Guillou. Il libro si basa sulle raccomandazioni inviate lo scorso dicembre ai responsabili delle decisioni della Commissione sull'Agricoltura Sostenibile e i Cambiamenti Climatici (Cgiar), presieduta da Lord Beddington, di cui fa parte Marion Guillou. Sebbene si basi su studi scientifici, come lo studio Agrimonde condotto da Inra e Cirad, il libro è di facile lettura e comprensione da parte dei lettori comuni.

Marion Guillou è presidente dell'Inra dal 2004. Nata nel 1954 e laureata in chimica fisica, Guillou è ingegnere presso l'Igref (Corpo degli ingegneri del genio rurale, delle acque e delle foreste). Gérard Matheron è presidente del Cirad dal 2010. Nato nel 1949, Gérard Matheron è un esperto di genetica animale e uno stimato ricercatore dell'Inra, dove ha iniziato la sua carriera.