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Psr: i finanziamenti a fondo perduto per i giovani

03/08/2015 | Agricoltura
Una delle misure previste dalla pac, che affianca il sostegno alle zone montane

Premi a fondo perduto per giovani che si insediano in agricoltura. E’ quanto prevede la nuova dotazione della Pac, la Politica agricola comune, riferita al periodo 2014-2020.

Una delle molteplici misure previste dalla politica comunitaria, che affianca quelle che interessano il sostegno alle zone montane, la sostenibilità ambientale o la qualità degli alimenti, riguarda nello specifico la promozione del ricambio generazionale in campagna.

Si tratta, nello specifico, della misura 6.1 che aiuta l’avviamento di imprese da parte di giovani agricoltori, favorendo quindi il ricambio generazionale. E’ prevista l’erogazione di risorse finanziarie per sostenere lo sviluppo di imprese competitive, rispettose dell’ambiente e integrate nel territorio rurale. Al fine di perseguire tali obiettivi è prevista l’attivazione di pacchetti aziendali integrati costituiti da diverse misure del Programma, coordinate tra loro da un piano aziendale.

Oltre alla sottomisura dell’insediamento, sono attivabili nei pacchetti aziendali, misure-sottomisure relative al miglioramento delle prestazioni dell’azienda agricola, alla diversificazione delle attività aziendali e al miglioramento dell’impatto ambientale dell’agricoltura.

Il premio per il finanziamento delle spese sostenute dal giovane agricoltore per l’insediamento può essere erogato in conto capitale oppure in conto interessi o ancora attraverso la combinazione dei due conti, nel rispetto dell’importo massimo del premio all’insediamento

Nel “Pacchetto Giovani”, oltre alla sottomisura dell’insediamento 6.1.1, sono attivabili la sottomisura 4.1 relativa al sostegno per immobilizzazioni materiali, la sottomisura 4.4 per il sostegno per investimenti non produttivi e la sottomisura 6.4 per investimenti mirati alla diversificazione delle attività delle aziende agricole.

La Pac, in totale, assegna all’Italia circa 52 miliardi di euro in sette anni. Di questi, circa 27 miliardi (quattro all’anno) sono a disposizione dell’Italia per i pagamenti diretti del primo pilastro Pac, completamente finanziati dall’Europa (Feaga), mentre altri 21 miliardi (circa tre all’anno) sono a disposizione per finanziare le misure di Sviluppo rurale del secondo pilastro Pac. Quest’ultime risorse sono stanziate per la metà dal relativo fondo europeo (Feasr) e per la metà da una quota nazionale. Ai fondi destinati al finanziamento delle misure dei due pilastri (48 miliardi) va aggiunta una quota relativa ai finanziamenti dell’Ocm (Organizzazione comune di mercato) di circa quattro miliardi di euro (per l’Ocm non vi sono spese pre-allocate, tranne per il settore vitivinicolo e l’olio di oliva).

Beneficiari dei premi sono i giovani agricoltori, come definiti dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera n) del Regolamento UE 1305/2013, cioè che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda e presentano i necessari requisiti soggettivi ed oggettivi, fermo restando gli ulteriori vincoli previsti.

Tra i requisiti soggettivi: età compresa tra i 18 anni (compiuti) ed i 40 anni (non compiuti) al momento della presentazione della domanda; aver frequentato la scuola dell’obbligo; possedere conoscenze e competenze professionali adeguate. Questi requisiti devono essere soddisfatti al momento della presentazione della domanda. Tuttavia, per l’acquisizione delle conoscenze e competenze professionali, può essere concesso un periodo di grazia non superiore ai 36 mesi dalla data della singola decisione di concedere il sostegno se tale necessità è documentato nel piano aziendale

Il sostegno è subordinato alla presentazione del piano aziendale che coordina le diverse misure attivate nell’ambito del progetto integrato; all’impegno per l’assunzione di responsabilità o corresponsabilità civile e fiscale nella gestione di un’azienda agricola, in qualità di:

a) titolare, mediante l’acquisizione dell’azienda agricola attraverso atto pubblico o scrittura privata registrata;

b) socio e amministratore di una società di persone avente per oggetto la gestione di un’azienda agricola;

c) socio amministratore di società di capitale o di società cooperativa avente come unico oggetto la gestione di un’azienda agricola.

Tra gli impegni in fase di attuazione, quello di condurre l’azienda per almeno cinque anni decorrenti dalla data di adozione della singola decisione di concedere il sostegno, di aderire ad azioni di formazione e/o consulenza di cui alle sotto misure 1.1, 1.2 e 2.1 del Piano di sviluppo rurale, di soddisfare la definizione di agricoltore attivo ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento (UE) n. 1307/2013, entro 18 mesi dalla data di insediamento e di acquisire, entro 36 mesi dalla data di adozione della singola decisione di concedere il sostegno, la qualifica di imprenditore agricolo professionale di cui al decreto 99/2004.

Di seguito una panoramica delle risorse finanziarie per i giovani che si insediano in agricoltura nelle varie regioni italiane previsti dalla nuova programmazione del Piano di sviluppo rurale 2014-2020.

Cominciamo dalla Lombardia, dove il premio minimo è di 20mila euro ed il massimo di 35mila. Queste le differenziazioni: le imprese agricole individuali e le società agricole in zone svantaggiate beneficiano di 25mila, mentre nelle zone non svantaggiate di  20mila; le imprese agricole individuali e le società agricole che aderiscono a cooperative agricole e associazioni di imprese beneficiano di 30mila euro per le zone svantaggiate e di 25mila per le zone non svantaggiate. Infine le cooperative agricole e le associazioni di imprese beneficiano di 35mila euro per le zone svantaggiate, di 30mila per le zone non svantaggiate.

Passiamo alla Regione Veneto, dove il premio va da un minimo di 20mila ad un massimo di 50mila euro e viene erogato per il 70 per cento dell’importo, dopo la singola decisione di concedere il sostegno previa costituzione di polizza fideiussoria pari al 100 per cento del valore dell’anticipo, mentre il 30 per cento viene erogato a saldo, dopo la conclusione degli interventi previsti dal piano aziendale.

In Friuli-Venezia Giulia si va da 15mila a 70mila. La prima rata, pari al 70 per cento dell’aiuto, a seguito della concessione del finanziamento, previa costituzione di una polizza fideiussoria corrispondente al 100 per cento dell’importo erogato, mentre la seconda rata a saldo, subordinatamente all’attuazione del piano aziendale.

In Toscana, il premio per il primo insediamento ammonta a 40mila euro per beneficiario con aumento a 50mila per insediamenti in zone montane

Nelle Marche il premio va dai 30mila ai 60mila euro. Il potenziale produttivo elevato maggiore di 2 Ulu (Unità lavorativa uomo) da 60mila per le zone montane a 50mila in altre zone; tra 1,2 Ulu a 2 Ula: zone montane 50mila, altre zone 40mila; tra 1 Ulu a 1,2 Ula: zone montane 40 mila, altre zone 30mila. Trattandosi di aiuto forfettario all’avviamento dell’impresa non si prevede la rendicontazione del premio, ma soltanto degli investimenti e/o delle spese collegate alle singole misure attivate con il pacchetto giovani ed indicate nel piano aziendale.

In Umbria si va da 35mila a 70mila euro. Il primo importo è per insediamenti con impegno di almeno cinque anni; euro 7.000 per ogni anno d’impegno aggiuntivo fino a dieci, per un importo massimo complessivo di 70mila euro.

Nel Lazio il premio per l’insediamento è pari a 70mila euro. Il piano aziendale dovrà prevedere investimenti materiali ed immateriali pari ad almeno il 60 per cento del premio.

In Molise si va dai 20mila ai 70mila euro. E’ previsto un aumento del 15 per cento del premio nel caso di insediamento in un’azienda familiare (azienda condotta da un parente fino al terzo grado), del 15 per cento in caso di adesione alle misure agroambientali o biologico e del 10 per cento per aumento dell’occupazione. Il premio aggiuntivo viene erogato con la seconda rata a dimostrazione dell’avvenuto aumento occupazionale.

In Puglia si va dai 40mila ai 60mila euro. La prima cifra riguarda giovani che subentrano nella conduzione di azienda preesistente, mentre la seconda cifra riguarda giovani che si insediano in azienda di nuova costituzione o subentrano in azienda preesistente avente requisito oggettivo minimo previsto per l’accesso al premio (fabbisogno di almeno una Ulu) con acquisizione di ulteriore superficie aziendale pari almeno al 50 per cento di quella dell’azienda preesistente. L’erogazione è prevista in tre rate.

In Basilicata l’aiuto erogato è pari, al massimo, a 70mila euro.

In Campania il sostegno è previsto fino a un massimo di 70mila euro per le spese sostenute dal giovane agricoltore per l’avviamento dell’attività imprenditoriale. Il sostegno è subordinato alla presentazione di un business plan la cui attuazione deve iniziare entro nove mesi dalla data della concessione dell’aiuto.

In Calabria il premio è di 50mila euro con erogazione in almeno due rate nell’arco di un periodo massimo di cinque anni. Le rate possono essere decrescenti. Il versamento dell’ultima rata è subordinato alla corretta attuazione del piano di sviluppo aziendale.

In Sicilia il premio è di 40mila euro per ogni giovane agricoltore. Il sostegno è concesso sotto forma di contributo in conto capitale. L’aiuto potrà essere versato in almeno due rate per un periodo massimo di cinque anni. Il pagamento dell’ultima rata è subordinato alla corretta attuazione del piano aziendale.

In Sardegna il contributo è di 70mila euro.  

Per accedere ai premi bisogna attendere i decreti attuativi e i relativi bandi delle diverse regioni.