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Provincia di Trento: conferenza programmatica sull’agricoltura

11/04/2012 | Realtà locali
Un modello che funziona, il Trentino. La conferenza programmatica dell'agricoltura.

L’assessore provinciale trentino all’Agricoltura, Tiziano Mellarini, è stato il protagonista della conferenza programmatica del suo comparto, svoltasi nei giorni scorsi.

“Il settore agricolo nella provincia di Trento fa capo principalmente a tre comparti: zootecnico, vitivinicolo e ortofrutticolo – si legge nel documento. “Completano il panorama produttivo alcuni comparti minori e riferiti a nicchie produttive di qualità come ad esempio la troticoltura, l’olivicoltura il mais da polenta ecc.

Il settore zootecnico è principalmente votato all’allevamento da latte in gran parte trasformato in formaggi, su tutti il Trentingrana, ma anche Puzzone, Spressa, Asiago, Casolet e nostrani di malga. La propensione degli allevatori è sempre più orientata verso animali longevi, rustici e adatti alla pratica di alpeggio. Qualità che sono caratteristiche delle nostre razze bruna, grigia e rendena. Dopo svariati anni di difficoltà anche gravi – ricorda il documento istituzionale - l’ultimo biennio ha segnato una inversione di tendenza per l’economia del settore soprattutto con riferimento alla produzione di latte dove il buon andamento dei valori di mercato (nel nostro caso soprattutto riferiti al formaggio Grana), hanno fatto registrare una positiva redditività degli allevamenti, pur in presenza di una costante ascesa dei prezzi delle materie prime. Nel nostro contesto un elemento strategico è rappresentato dal marchio “Qualità Trentino” che dovrebbe tradursi in valore aggiunto per le nostre produzioni rendendole distinte e riconoscibili nei confronti di una sempre più agguerrita competitività del mercato.

Il settore vitivinicolo sembra aver superato l’apice della crisi che dopo il 2007 ha interessato il settore e che negli ultimi anni ha fatto registrare anche in Trentino una forte contrazione della redditività aziendale. Il recupero dei margini di redditività è da attribuire soprattutto alle esportazioni verso paesi terzi, in primis verso gli Usa. Le aziende strutturate in grado di affrontare con successo i mercati internazionali ed in equilibrio di gestione, sono quindi state in grado per prime di riportare le quotazioni di mercato sopra i costi di produzione. Negli ultimi mesi è in atto un interessante confronto tra i nostri produttori per trovare un corretto percorso per un positivo futuro di questo settore tanto importante per l’economia e l’immagine del Trentino.

Il settore ortofrutticolo dopo alcuni anni di buoni risultati in parte dovuti a positive congiunture produttive, l’ultima annata fa registrare un rallentamento dei valori sia per le maggiori produzioni europee che per un calo dei consumi contingente alla generale situazione di crisi. Conseguenza di ciò è la previsione di una diminuzione delle rese soprattutto per le produzioni di Golden, varietà di mela che sta incontrando una forte concorrenza sul mercato. Preme comunque sottolineare come l’organizzazione del sistema trentino abbia comunque saputo tradurre, pur in una situazione di restrizione di mercato, risultati positivi ai nostri frutticoltori, diversamente da quanto è successo nelle altre regioni frutticole italiane dove in molti casi i valori della frutta non hanno nemmeno consentito di sostenere i costi di raccolta.

In ambito frutticolo particolare attenzione meritano i piccoli frutti – nicchia tipica della nostra realtà - che pure non hanno registrato particolari performances nell’ultima stagione ma verso i quali, per dare concrete risposte agli agricoltori, le nostre organizzazioni si stanno confrontando in un tavolo comune con lo scopo di organizzare e programmare le produzioni e sviluppare importanti azioni di promozione a sostegno di tutto il settore.

Anche il comparto delle produzioni biologiche sta registrando un crescente interesse sia in ambito frutticolo che orticolo con positivi risvolti verso una maggiore sostenibilità delle coltivazioni oltre che di attenzione ai nuovi gusti nei confronti dei consumatori. Quale elemento di integrazione del reddito delle aziende agricole nei territori difficili della montagna e quindi soprattutto del comparto zootecnico, sta assumendo un significato sempre più importante l’attività di agriturismo verso la quale la Provincia ha riservato particolari attenzioni.

Il perdurare del positivo trend registrato nelle ultime stagioni, in controtendenza rispetto agli altri dati del settore turistico, fa ben sperare gli operatori di questo settore che nell’ultimo quinquennio sono cresciuti di oltre il 50%”.

Per quanto riguarda gli strumenti di sostegno, la Provincia manifesta attenzione e vicinanza al settore agricolo con specifici sostegni attraverso proprie norme notificate come la L.P. 17/81 o l’attuale L.P. 4/2003. “Oggigiorno lo strumento principale per i sostegni all’agricoltura sia in termini di premi a valenza ambientale, ai giovani, che di aiuti agli investimenti o alle opere di infrastrutturazione, è rappresentato dal Programma di Sviluppo Rurale quale strumento di traduzione delle politiche agricole comunitarie per il nostro territorio – continua il documento. “L’analisi dei dati di avanzamento delle misure e delle relative spese pone la Provincia di Trento tra le amministrazioni regionali più virtuose, seconda sola alla vicina Provincia di Bolzano e alla Regione Valle d’Aosta. L’efficienza amministrativa e la spinta propulsiva di questi primi anni di attuazione hanno però di fatto esaurito la disponibilità delle risorse cofinanziate messe in campo dalla Comunità europea. Nei prossimi anni l’attuazione delle misure del programma di sviluppo rurale sarà assicurata attraverso la disponibilità di fondi propri della Provincia. In particolare gli aiuti di sostegno ai giovani e gli aiuti di indennità compensativa già da quest’anno risultano completamente in carico al bilancio provinciale”.

Per quanto riguarda le priorità da affrontare nel proseguo della legislatura, il documento indica sul fronte dell’attività legislativa:

- Modifica L.P. agricoltura e agriturismo. È ormai alle fasi conclusive il disegno legge di modifica della L.P. 4/2003 T.U. DL 99; 121; 214 e 122 che intende aggiornare e modificare l’attuale quadro normativo di riferimento e supporto per il comparto agricolo ed in particolare sull’agriturismo. Il 26 marzo il testo è stato licenziato dalla competente Commissione legislativa.

- Proposta di legge sul florovivaismo, presentata dal Consiglio delle Autonomie Locali. La proposta è in fase di approfondimento.

- Legge minima unità colturale: La materia è già stata regolamentata nella nuova L.P. 09/2007 sulla bonifica. Risulta interessante approfondire la possibilità di costituire la Banca della terra, intesa soprattutto come strumento di tutela e garanzia per i contratti di affitto cercando di tradurre le positive esperienze maturate in terra basca. Questa attività potrebbe dare risposta ai recenti problemi di Agea sulla certificazione dei titoli di possesso richiesti per la convalida dei fascicoli aziendali ed inoltre potrebbe tradursi come importante elemento di competitività per i giovani che vogliono aprire un’azienda agricola.

- Ripensamento dell’albo degli imprenditori agricoli Apia: la costituzione del fascicolo aziendale ha di fatto sostituito a pieno titolo l’Apia - che oggi risulta prevalentemente un aggravio delle procedure - e può essere sostituito con il ricorso alle banche dati della CCIAA e dell’Inps. In questo senso appare utile approfondire le necessarie interrelazioni.

- La ristrettezza dei fondi pubblici di sostegno delle attività economiche e la difficoltà di accesso al credito da parte delle aziende impone una riflessione sulla possibilità di attivare e notificare strumenti di ingegneria finanziaria e di garanzia che aiutino soprattutto i giovani ad intraprendere una nuova attività (es. fondo di rotazione, leaseback ecc.)

Per quanto riguarda l’attività programmatoria:

- Nei prossimi due anni verranno definiti i nuovi programmi operativi in applicazione dei regolamenti comunitari sui fondi strutturali. La prossima programmazione prevede obbligatoriamente un percorso di partenariato con la definizione di un documento comune ai diversi fondi dove individuare le risposte alle previste priorità comunitarie. È quindi necessario individuare una cabina di regia con la presenza di rappresentanti dei diversi comparti. Per la parte agricola è necessario identificare un organismo terzo al quale affidare la valutazione ex ante e quindi organizzare un gruppo di lavoro interno alla struttura provinciale o in alternativa esternalizzare la redazione di una proposta di nuovo PSR. In tal senso si dovrà perfezionare la proposta di istituire un osservatorio Inea per la montagna che potrebbe lavorare in questo senso con sufficiente autorevolezza e, soprattutto, trovare copertura finanziaria sui fondi dell’attuale PSR nella misura dell’assistenza tecnica.

- Lo scorso anno abbiamo autorizzato e riconosciuto il Centro di assistenza agricola Coop come Caa di secondo livello che può interagire tra le strutture tecnico amministrative della Provincia ed i Caa aziendali come strumento di servizio. A livello nazionale oggi si sta prendendo ad esempio il modello trentino, a conferma che l’intuizione era corretta. È ora urgente dare legittimità al Caa Coop con una apposita convenzione al pari dei Caa aziendali, ad esempio incaricandolo di effettuare le operazioni di Back office e correttiva dei fascicoli. In questo contesto risulta inoltre importante proseguire con l’attività di revisione del Catasto fondiario e l’allineamento delle mappe alla cartografia Gis. Prosegue con i Caa aziendali l’attività di aggiornamento del Fascicolo Aziendale per la presentazione delle domande informatizzate per i prodotti petroliferi ad accisa agevolata con il rilascio in tempo reale del relativo libretto di assegnazione carburante; oltre all’informatizzazione delle domande per i premi agroambientali e di domanda unica. Al momento sono in fase di valutazione attività di semplificazione delle procedure amministrative di presentazione delle domande e relativa istruttoria per taluni interventi la cui attivazione parrebbe essere affidata ai medesimi Caa.

Sul fronte della riorganizzazione del settore agricolo:

- In considerazione dell’accorpamento del Dipartimento Agricoltura con il Dipartimento Turismo risulta strategico recuperare un efficace rapporto con la Fondazione E. Mach quale importante strumento di aiuto e supporto alla programmazione. Particolare attenzione viene poi riposta al tema della sostenibilità in agricoltura- “Questo tema rappresenta forse l’argomento più importante per il futuro del comparto – si legge nel documento.

“Risulta infatti necessario attivare tutti gli strumenti utili a giustificare e difendere l’attività agricola nei confronti della “nuova società civile”, che sempre meno sopporta i “privilegi” o le “deroghe” concesse a questo settore. Oltre ai temi della convivenza della frutticoltura nella Valle di Non, sta crescendo una sensibilità ed una necessità di attrezzare anche i produttori vitivinicoli con strumenti e argomentazioni di sostenibilità delle produzioni nei confronti dell’ambiente e della salute dei consumatori.

In quest’ultimo caso la regia della Fondazione E. Mach risulta fondamentale. In tal senso è quindi importante organizzare un tavolo di confronto con regia o coordinamento provinciale tra produttori frutticoli e viticoli per concordare comuni strategie di comunicazione e promozione dei nostri prodotti.

Il tema della sostenibilità tocca anche l’ambito acque e rifiuti. Verso il primo è prossima la necessità di definire nuove regole di applicazione del Deflusso Minimo Vitale con la proposta di eventuali condizioni specifiche in considerazione della particolarità di taluni ambiti territoriali, tenendo conto dei nuovi dati acquisiti in termini di reale utilizzo degli impianti di irrigazione in rapporto alle effettive necessità delle coltivazioni e delle indicazioni del piano energetico. Sul tema rifiuti è invece urgente definire le nuove regole di gestione degli effluenti zootecnici con l’obiettivo di rendere trasparente ma al tempo stesso semplificare il loro riutilizzo agronomico anche in relazione alla gestione dei liquami zootecnici per la produzione di biogas. Sempre in tema di rifiuti, a breve è necessario riproporre lo strumento di gestione semplificata per la raccolta dei rifiuti pericolosi in campo agricolo, estendendo tale attività anche ai rifiuti non pericolosi con un indubbio risparmio economico per le aziende e la collettività.