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Provincia di Reggio Calabria: incontro su giovani, lavoro e previdenza

19/03/2012 | Realtà locali
Incontro su temi particolarmente sentiti nel Mezzogiorno

Giovani, lavoro e previdenza”, un titolo estremamente diretto quello scelto dall’amministrazione provinciale di Reggio Calabria per un incontro su un tema particolarmente sentito nel Mezzogiorno. L’iniziativa, promossa dalla fondazione “Magna Grecia”, ha fatto registrare la presenza di Paolo Emilio Reboani, presidente e amministratore delegato di Italia Lavoro, di Carlo Flamment, presidente del Formez e di Mauro Nori, direttore generale dell’Inps.

“Avere qui a Reggio Calabria tutti assieme, seduti allo stesso tavolo, delle così significative presenze di altissimo profilo istituzionale, non capita certo tutti i giorni – ha aperto Nino Foti, presidente della fondazione. Per questo li ringrazio per aver accolto il mio invito. Inps, Formez e Italia Lavoro rappresentano di fatto l’intero panorama del mondo della previdenza, della formazione e del lavoro in Italia. Chi oggi è presente in questa sala avrà l’opportunità di ascoltare queste voci, autenticamente autorevoli, ed apprendere così, direttamente da loro, tutte le principali novità ed i provvedimenti allo studio per il superamento delle criticità che il sistema previdenza in Italia oggi presenta”.

Durante gli interventi, Nino Foti ha ricordato che in Calabria la disoccupazione giovanile è al 40%. Il dibattito ha affrontato le questioni lavorative e previdenziali italiane, con un focus privilegiato sui problemi calabresi, relativi soprattutto all’alto tasso di disoccupazione giovanile, ai problemi della sicurezza e del lavoro sommerso. Silvano Moffa ha indicato i campi da cui partire per tentare una risoluzione decisiva: “È necessario favorire immediatamente la stabilizzazione del lavoro nero, che insieme alla sicurezza è una delle piaghe del Mezzogiorno. In più, bisogna avviare subito misure per la defiscalizzazione e per rendere più produttivi gli apprendistati dei giovani”.

Per Carlo Flamment, è fondamentale “prendere il meglio di ogni riforma: l’Italia deve puntare innanzitutto sul suo patrimonio culturale, architettonico e archeologico, beni non esportabili. In Calabria è poi importante puntare sulla formazione professionale, che spesso ha rappresentato un vero buco nero”.

“La sequenza indicata dal titolo «giovani, lavoro, previdenza - ha detto il presidente della Provincia Giuseppe Raffa - è, oggi più di ieri, stretta e carica di criticità. Le criticità dipendono dalle incertezze che incombono sul lavoro, di tutti ma in particolare dei giovani, ben diversamente da quanto avvenisse nell’epoca del fordismo stabile. La sequenza è stretta da quando è stato introdotto il metodo cosiddetto contributivo che lega direttamente vita lavorativa e pensione: gli effetti di questo legame si ripercuotono interamente sui giovani, a differenza di quanto avveniva fino a ieri ai lavoratori più anziani, che beneficiano del più favorevole metodo retributivo di calcolo della pensione”.