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Provincia di Bolzano, presentata la Relazione agraria

23/05/2011 | Realtà locali
È stata presentata dal presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, e dall’assessore competente, Hans Berger, la “Relazione agraria e forestale 2010”

BOLZANO - È stata presentata dal presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, e dall’assessore competente, Hans Berger, la “Relazione agraria e forestale 2010” che raccoglie tutti i dati riguardanti i due importanti comparti dell’economia altoatesina.

Il testo viene elaborato annualmente dalle Ripartizioni provinciali agricoltura, foreste, sperimentazione agraria e forestale, formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica. “Uno degli aspetti più importanti del 2010 per quanto riguarda il settore agricolo è stato rappresentato dall’avvio di una serie di collaborazioni con altri settori economici che hanno consentito di raggiungere obiettivi importati - sottolinea l’assessore provinciale all’agricoltura e vicepresidente della Provincia, Hans Berger. In questo ambito una menzione particolare, secondo l’assessore, meritano i progetti nel campo della cooperazione tra agricoltura e turismo realizzati tra il Südtiroler Bauernbud e l’Associazione provinciale degli albergatori (HGV).

In tale contesto sono stati elaborati oltre 70 progetti che porteranno degli sviluppi importati in questo ambito. La Giunta provinciale, da parte sua, ha sostenuto in maniera determinante la cooperazione tra gli albergatori ed i produttori del settore vitivinicolo altoatesino per la realizzazione di piste ciclabili. “Grazie a questi progetti di cooperazione - evidenzia l’assessore Berger - siamo sulla strada giusta per realizzare un più elevato valore aggiunto dei prodotti agricoli altoatesini”. Nel settore della produzione del latte, dopo tre anni di calo si è registrato un aumento di oltre il 6% delle quantità prodotte. A fronte di questo aumento si registra un calo del numero delle aziende produttrici: da 5.864 nel 2009 a 5.733 nel 2010 (-131).

Nel 2010 sono stati prodotti complessivamente 380 milioni di chili di latte ai quali si aggiungono altri 2 milioni di chili prodotti da 116 aziende che commercializzano direttamente il loro prodotto. “Questa tendenza evidenzia una crescente efficienza delle aziende del settore ed una specializzazione della produzione - continua l’assessore Berger. “Nel campo dell’allevamento si è registrato un aumento del numero di 1.800 unità per quanto riguarda il numero dei capi commercializzati che hanno quindi raggiunto il traguardo delle 41.800 unità. Il prezzo dei bovini complessivamente è aumentato del 4-5%, mentre in particolare per i vitelli il prezzo è leggermente calato rispetto al 2009. Nel campo della produzione del miele, dove le 36mila colonie di api sono gestite da circa 3mila apicoltori, il 2010 si è ritornati ai livelli normali dopo i record registrati nel corso del 2009. Nella frutticoltura il raccolto 2010 ha superato il livello del milione di tonnellate con un calo dell’8% rispetto al 2009. L’anno è stato caratterizzato da prezzi piuttosto bassi a causa di un mercato saturo e di una richiesta fiacca. La vendemmia 2010 ha fatto registrare un calo del 10% rispetto al 2009 che è però stato compensato grazie all’alta qualità del prodotto da una maggiore redditività. L’adozione di un marchio comune e la sua applicazione sulle capsule delle bottiglie di vino doc hanno consentito di ottenere importanti risultati positivi nel campo della commercializzazione”.

Il presidente della Provincia, Luis Durnwalder, illustra i dati della Relazione riguardanti il settore forestale. Comparto importante per l’Alto Adige, dove 336mila ettari sono coperti di foreste ed altri 35mila ettari sono rappresentati da superfici boschive. La proprietà di queste aree è caratterizzata da oltre 21mila aziende per lo più di piccole dimensioni (soltanto 52 proprietari dispongono di una superficie boschiva superiore ai 250 ettari). “A livello provinciale le superfici boschive sono in aumento e godono, in generale, di buona salute -spiega il presidente Durnwalder. “I cambiamenti climatici con il conseguente aumento della temperatura provocano una risalita del bosco verso quote più elevate e pongono i proprietari dei boschi di fronte a nuove problematiche ed a nuove sfide”.