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Prosciutto San Daniele dop, risultato record grazie al Ceta

24/09/2018 | Oltrefrontiera
Il salume ora può andare in Canada con il suo nome

A un anno esatto dall’entrata in vigore del Ceta, il Consorzio del Prosciutto di San Daniele evidenzia risultati più che positivi; l’export in Canada ha fatto registrare un +35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, oltre a un incremento del numero delle aziende esportatrici.

Con l’avvio dell’accordo, il Prosciutto di San Daniele ha ottenuto un’ulteriore garanzia per quanto riguarda la difesa della suo essere un prodotto DOP, eccellenza del Made in Italy, potendo essere finalmente esportato con la sua denominazione corretta e i relativi simboli di identificazione. Sino all’avvio di questo trattato, infatti, era impossibile a causa della preesistenza nel mercato canadese di un marchio similare registrato agli inizi degli anni 70, che obbligava il San Daniele ad essere denominato “Authentic Italian Prosciutto” in quel paese.

A ulteriore conferma degli effetti positivi dell’entrata in vigore dei trattati internazionali di libero scambio, nel primo semestre 2018 la quota delle esportazioni di Prosciutto di San Daniele verso i paesi dell’Unione Europea vale circa il 55% e verso i paesi extra-comunitari circa il 45%, in controtendenza con quanto registrato nello stesso periodo del 2017. Proprio su questo fronte, è rilevante la variazione in percentuale con un +13,54% di Kg venduti per il mercato extra UE con un totale 943.840,50 Kg venduti.

Sempre in tema di accordi di libero scambio firmati di recente, l’entrata in vigore del Jefta - accordo commerciale tra Ue e Giappone per la facilitazione del commercio tra i paesi Comunitari verso il Paese del Sol Levante - rappresenterebbe un ulteriore volano per il San Daniele in Giappone, che già nel primo semestre del 2018 ha registrato un aumento nelle vendite del +2,44%, rispetto al primo semestre del 2017.

photo credit to spaghettiemandolino.it