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Programma di sviluppo rurale: le Marche regione più virtuosa

11/01/2012 | Realtà locali
Primato della Regione nella spesa per lo sviluppo rurale.

Le Marche conquistano la prima posizione nella classifica delle regioni a statuto ordinario nella performance di realizzazione del Programma di sviluppo rurale. Con il 43 per cento di spesa realizzata, le Marche precedono l’Emilia Romagna (39,8 per cento) e la Lombardia (39,7 per cento), ben al di sopra della media nazionale, che si attesta al 37 per cento.

Ciò significa che nel triennio 2009-2011 - considerato che il Piano di sviluppo rurale è stato approvato dalla Commissione europea nel 2008 – è stato speso nelle Marche il 43 per cento dell’intero budget assegnato.

“Il dato – commenta il vice presidente e assessore all’Agricoltura, Paolo Petrini – è particolarmente importante, perché presenta un settore pronto per affrontare al meglio il prossimo negoziato sulle prospettive finanziarie comunitarie e sulla riforma della Politica agricola comune. Senza contare gli anticipi, al 31 dicembre 2011 abbiamo erogato quasi 213 milioni di euro su un totale di circa 485 milioni complessivi. Il mondo rurale marchigiano dimostra di saper utilizzare efficientemente le risorse finanziarie a disposizione del settore. Un risultato da ascrivere ad un sistema che funziona bene, grazie al lavoro degli uffici della giunta regionale, delle associazioni di categoria, dei centri di assistenza agricola e alla collaborazione con ministero e organismo pagatore. Un grande riconoscimento va, naturalmente, anche agli imprenditori agricoli, che evidenziano incoraggiante vitalità e dinamismo, anche in tempi di crisi e recessione economica generale”.

Al quarto posto si piazza il Veneto. Esprime quindi soddisfazione l’assessore all'Agricoltura Franco Manzato, secondo cui il settore "non è solo punti di Pil ma autonomia, qualità, sicurezza, complemento di altri settori importanti come il turismo, biglietto da visita all'estero dei nostri primati e per quanto riguarda il Programma di sviluppo rurale 2007/2013 sin da ora possiamo dire che per il 2012 non rischiamo di dover restituire soldi non spesi, cioè il cosiddetto disimpegno automatico, visto che al 31 dicembre scorso avevamo impiegato circa 50 milioni in più del budget disponibile a quella data".

In particolare, fa notare l'assessore, con il programma, nel 2011, sono stati spesi 367 milioni di euro, con un investimento che ha dato "forte spinta alla competitività, soprattutto all'inserimento dei giovani, e alle iniziative di tipo innovativo, come i progetti integrati di filiera”.