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Problemi per il nocciolo, la necrosi batterica

12/10/2016 | Qualità
La malattia di origine batterica è diffusa negli areali di coltivazione

Dopo la castagna, l’ulivo e il grano, ora è la volta di un’altra eccellenza italica ad avere problemi di salute. La malattia di origine batterica, individuata nel 2014, è molto diffusa negli areali di coltivazione ma, per il momento, non sembra causare danni economicamente importanti se non in impianti giovani (di età inferiore ai 6 anni) e particolarmente stressati. La batteriosi è causata da Xanthomonas campestris pv corylina, che può infettare gemme, foglie, giovani germogli e frutti sui quali causa aree necrotiche puntiformi sulla cupola. Soltanto in sporadici casi l’infezione può estendersi all’esocarpo ma non arriva mai ad interessare il seme.

Tacche e cancri rossastri - I sintomi caratteristici che si riscontrano a carico dell’involucro del frutto inizialmente prendono avvio sotto forma di piccole tacche di forma circolare, idropiche delle dimensioni di 2-3 mm, che col tempo progrediscono per assumere una colorazione colore bruno-rossastro quando il tessuto tende a necrotizzare.

Le infezioni, solitamente, non raggiungono l’interno del frutto e, di conseguenza, le produzioni non vengono deprezzate In qualche circostanza e soprattutto nei casi più gravi è possibile osservare qualche avvizzimento a carico dei rami. Sui getti, la batteriosi può interessare l’apice e le prime foglie del germoglio.