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Polonia, sempre più sul mercato interno italiano

29/03/2017 | Agricoltura
Produzioni orticole moltiplicate e presenza in grande crescita anche da noi

Polonia sempre più presente sul mercato italiano. Non solo mele, m anche ortaggi, complice il cambiamento climatico. Negli ultimi 5 anni i volumi dell’export di ortaggi polacchi verso l’Italia sono raddoppiati. A seguito di un politica nazionale che sta spingendo sulle colture in serra, la repubblica est-europea ha iniziato a esportare colture orticole prima inesistenti a quelle latitudini, arrivando a diventare un competitor di rilievo per i Paesi dell’area mediterranea.

In sei anni, e con l’embargo russo in mezzo, il ranking (in termini di volume) dei principali importatori dalla Polonia è cambiato. Se nel 2010 ai primi posti figuravano, in ordine, Russia, Germania, Gran Bretagna e Paesi Bassi, oggi al primo posto c’è la Germania, seguita dalla Bielorussia, Gran Bretagna e Repubblica Ceca.

Ma l’impennata vera e propria si è avuta in Bulgaria (+743% dei volumi e +711% del valore); Bielorussia (+420% dei volumi e +410% del valore) e Usa (+345 dei volumi e +385% del valore).

Secondo i dati forniti dall’Ice di Varsavia, tra il 2010 e il 2016 le quantità di orticole esportate dalla Polonia verso l’Italia (non solo in maniera diretta ma anche via Belgio o via Olanda) sono passate da 20mila tonnellate a quasi 40mila con una crescita del 98% mentre quella in valore (più contenuta) è stata del 47%, ossia da 25 milioni a 37 milioni di euro.

La sorpresa è la crescita significativa di ortaggi prima sconosciuti a quelle latitudini come le insalate, la cicoria, le melanzane o i fagioliSecondo i dati forniti dal Cso tra il 2012 e 2016, l’incremento dell’import in Italia di lattughe, insalate fresche, cicorie, fagioli, zucche dalla Polonia è cresciuto dal 1.000 al 1.800% mentre addirittura insalata Beetrot e ravanelli hanno fatto +7.000%. I peperoni, passati da 30 tonnellate a 870, hanno fatto +2.850%.

In dieci anni la produzione delle orticole si è estesa tantissimo. Prima si produceva prevalentemente patate e brassicacee adesso anche colture tipiche del clima mediterraneo come le melanzane o le insalate. L’inversione di tendenza produttiva è evidente.