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Pesto alla genovese, prove tecniche all'Unesco

22/01/2015 | Realtà locali
Il pesto genovese al mortaio è ora candidato a diventare patrimonio culturale immateriale

Il pesto genovese al mortaio è ora candidato a diventare patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco. Lo richiede la Regione Liguria, il Comune e la Camera di Commercio di Genova. La proposta deriva direttamente dell'associazione culturale "Palatifini", ideatrice e organizzatrice dei campionati mondiali di pesto al mortaio.

Ma a parte il blasone, quale concreto vantaggio potrebbe derivare in caso di esito positivo? "Il riconoscimento dell'Unesco -si legge in una nota dei promotori dell'iniziativa- puo' contrastare gli abusi di identita' e genuinita' del pesto genovese e puo' rinforzare la tradizione dell'uso famigliare del mortaio. Non secondaria la lotta contro l'inquinamento dei valori storici e culturali e delle particolarita' gastronomiche della Liguria. Tutti fattori di eccellenza -conclude la nota- che la nostra cultura, nei secoli, ha costruito e ha diffuso nel pianeta con un forte impatto economico, oltre che di immagine e di comunicazione".

La procedura per ottenere il prestigioso riconoscimento, gia' ricevuto da 364 beni intangibili nel mondo di cui 6 in Italia, prevede la mediazione e l'intervento del ministero dei Beni Culturali e del ministero dell'Agricoltura, la piu' vasta adesione possibile di enti pubblici territoriali e il massimo coinvolgimento delle comunita' locali.