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Pesca, conferenza in difesa dell'Adriatico

20/04/2017 | Ambiente
Non solo ambiente ma anche serie questioni alimentari

Un argomento sensibile di cui si parla poco. L'impoverimento della fauna marina "è un tema grave e che ci tocca da vicino", queste le parole dell'onorevole (ed ex ministro) Mario Catania nel corso della conferenza stampa sul crollo della biodiversità nell'adriatico. L'Adriatico è un mare molto pescoso, da cui attingiamo metà del pescato nazionale, però è un mare chiuso e dunque soggetto a rischio, a causa della pressione di pesca e dalle perforazioni. 

Servono misure rigorose nella gestione, solo in questo modo potremo ribaltare e risolvere la crisi, come già avvenuto nel caso del tonno rosso. È necessario però pensare anche ai pescatori, ogni opzione ambientalista deve essere coniugata con tutte le istanze sociali, possiamo attingere risorse sia dal fondo europeo della pesca che dalle risorse nazionali. 

E’ necessario gestire la Fossa di Pomo (che rappresenta la più importante nursery del mar Adriatico) e attivare misure di salvaguardia per il mar Adriatico, attivando al contempo misure di tamponamento per le nostre marinerie.

Nel corso della conferenza sulla perdita di biodiversità nel mar Adriatico è intervenuto anche l'onorevole Realacci, ex presidente di Legambiente. Ma la questione riguarda gli accordi internazionali. Serve vietare forme più invasive di pesca nella Fossa di Pomo. Occorre attivare collaborazioni con la Croazia e aprire un dialogo, in modo da evitare le trivellazioni. Gli accordi europei permettono di sederci ad un tavolo e discuterne.