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Parco nazionale della Sila, si tagliano alberi secolari

14/11/2014 | Realtà locali
La protesta degli ambientalisti che chiedono il rispetto di un bosco di pino laricio

L'Ente Parco Nazionale della Sila ha ospitato un convegno sul dissesto idrogeologico al quale ha partecipato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e, tra gli altri, il Commissario per l'Emergenza Ambientale, l'Autorità di Bacino, la Protezione Civile e ovviamente i vertici dell'Ente Parco Nazionale della Sila. Proprio la struttura ospitante ha predisposto recentemente un piano che prevede un taglio boschivo di Pini laricio secolari e faggi proprio all'interno del Parco, in località Macchia dell'Orso, in piena riserva Naturale dello Stato e Zona 1 del Parco Nazionale, in contrasto con la norma riguardante il Parco, che stabilisce che, nella Zona 1 "l'ambiente è conservato nella sua integrità e lasciato alla sua spontanea evoluzione...".

Il bosco si trova a circa 1500 metri sul livello del mare e quindi è facilmente suscettibile di danni da neve che chiaramente, una volta che la sua struttura venisse alterata da un taglio, diventerebbero assai più probabili e devastanti. I presidenti di Italia Nostra, Marco Parini, dell'Associazione Altura, Stefano Allavena, e dell'Associazione Mediterranea per la Natura, Deborah Ricciardi, due giorni fa hanno inviato una lettera alle autorità competenti in cui chiedono che l'Ente Parco revochi il progetto e che il Corpo Forestale dello Stato, proprietario della Riserva Naturale, si opponga fermamente, stante il palese contrasto sia con le norme di tutela della Riserva dello Stato che con le direttive comunitarie, in considerazione del fatto che verrebbero meno gli obiettivi di conservazione dei siti Natura 2000.

Ma gli ambientalisti hanno poi appreso che è stato proprio l'Ente ad aver  avviato il piano di taglio delle piante. "Si tratta di un ormai rarissimo esempio di bosco secolare di Pino laricio, in cui vivono il lupo, il gatto selvatico, il picchio nero, che nell'Italia meridionale è molto scarso e localizzato. Inoltre i faggi aumentano la fertilità del terreno e contrastano efficacemente l'erosione del suolo. Ricordiamo ancora - continua la missiva - come questa consociazione vegetale tra un piano superiore di pini secolari e uno inferiore costituito da una densa formazione di faggi, costituisca un complesso di grande valore anche sul piano paesaggistico. Anche se il taglio venisse limitato alle piante di faggio, sottostanti ai pini adulti, nonché ai pini danneggiati, l'impatto sarebbe molto grave ed intollerabile in un'area protetta nella quale, come dice la legge, l'ambiente deve essere conservato nella sua integrità e lasciato alla sua spontanea evoluzione. Le piante danneggiate o morte costituiscono poi un ambiente di vita essenziale per diverse specie di animali e in particolare di uccelli per i quali costituiscono la risorsa alimentare, come il picchio nero".

Inoltre lo strato inferiore di faggi, che verrebbe completamente eliminato dal taglio, costituisce un importante elemento di biodiversità, poiché molte specie di animali, in particolare uccelli ed insetti, trovano rifugio e condizioni idonee di vita e di riproduzione negli strati inferiori della vegetazione. "Tra questi, segnaliamo la Rosalia alpina, coleottero protetto a livello comunitario, che si nutre solo ed esclusivamente di Faggi marcescenti. Ricordiamo ancora che l'area in questione è inserita nella Rete di Natura 2000, in quanto Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva Comunitaria 79/409/CEE sulla protezione degli uccelli selvatici, nonché Sito di Interesse Comunitario ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE sulla protezione degli habitat naturali, ratificate dal DPR357/97 e smi". Interventi contrastanti con tale regime di tutela potrebbero dar luogo da parte dell'UE all'avvio di procedure di infrazione nei confronti dell'Italia.