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Orti sociali: a Trieste il progetto “Urbi et horti”

30/01/2012 | Realtà locali
Presentata Urbi et horti, a Trieste. Grande coinvolgimento della società triestina.

Si chiama “Urbi et horti” il progetto di orti sociali, coltivati con metodo biologico, promosso a Trieste dall’associazione Bioest in collaborazione con Italia Nostra del Friuli-Venezia Giulia, Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), Rete di associazioni Res-Rete di economia solidale Friuli-Venezia Giulia, Gogas La Tartaruga Staranzano, Zuf Trieste, Benkadi Staranzano, Aias Trieste, Comitato Pace, Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci, Anglat Friuli-Venezia Giulia, Italia Nostra sezione di Gorizia, con il sostegno del Comune di Trieste.

Elena Marchigiani, assessore comunale ai Lavori pubblici ha spiegato, nel corso della conferenza stampa di presentazione, che “Urbi et horti” rappresenta “un cambiamento di rotta importante che vuole favorire la ‘cultura della cura’ degli spazi verdi urbani. Concretizzato in un atto approvato dalla Giunta che punta alla riqualificazione degli spazi verdi sui terreni comunali, spesso in aree marginali e degradate, grazie alla partecipazione dei cittadini e all’impegno socio-collettivo nell’agri-cura urbana. In questo modo si favorisce la socialità – ha continuato l’assessore - ma anche il recupero della manualità nelle attività di coltivazione degli orti urbani con progettazioni comuni e condivise dai cittadini. I possibili beneficiari di questa nuova politica di orti sociali urbani saranno gli anziani, le famiglie, le scuole, le associazioni, fondazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, onlus. L’abbassamento dei canoni di locazione complessivi attualmente applicati deriverà da una riduzione delle superfici date in affitto e che si attesteranno su una dimensione media di 40 metri quadrati e non più su 500, come tutte le esperienze di orti sociali diffuse in ambito nazionale e internazionale”.

Le associazioni e l’amministrazione individueranno le aree verdi da destinare alle attività ortive che saranno messe a disposizione di chi le coltiva pur restando di proprietà dell’ente. A breve sarà pubblicato un bando pubblico e si procederà con la raccolta delle richieste, soggetti singoli o associati in gruppi che vogliono acquisire competenze nel campo delle colture biologiche e tutela della biodiversità. I criteri di assegnazione faranno riferimento al regolamento, che indicherà la durata del rapporto, gli oneri a carico dei beneficiari e le modalità di fruizione e organizzazione delle aree.

Per maggiori informazioni: orticomunitrieste@gmail.com.