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Ortaggi imbustati, è allarme dall'Inghilterra

29/11/2016 | Salute
Uno studio universitario metterebbe in guardia sul rischio salmonella

Quarta gamma ancora oggetto di innumerevoli critiche, talvolta perfino fantasiose, le insalate in busta sono di nuovo sul banco degli imputati, dopo la pubblicazione dei risultati di uno studio britannico. L’accusa, non originale, è di favorire la proliferazione del batterio della salmonella.

Secondo l’Università di Leicester, il liquido generato dalla presenza delle foglie tagliate all’interno della busta potrebbe aumentare di 2.400 volte il rischio di sviluppo del batterio, oltre ad accrescerne sensibilmente la virulenza e, dunque, i possibili casi di infezioni. Da quanto riferito dal quotidiano The Telegraph, gli esperti avrebbero consigliato ai consumatori di evitare, se possibile, l’insalata ready-cut, di lavarla meticolosamente e conservala al fresco.

In effetti il giornale riferisce che lo studio non è stato condotto misurando i livelli di salmonella direttamente all’interno delle confezioni di insalata ma osservando il comportamento del batterio sulle foglie e sui film di plastica. Le foglie di insalata vengono tagliate durante la raccolta; i ricercatori hanno scoperto che basta meno di un millilitro di liquido (meno di 1/200 di un cucchiaino da tè) sulle estremità recise per permettere alla salmonella di proliferare in acqua.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Applied and Environmental Microbiology, mette infine in guardia sui tempi di consumo. Una volta aperta la busta, i batteri naturalmente presenti sulle foglie proliferano molto più velocemente, anche quando il prodotto viene conservato in frigorifero.

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