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Oltre diecimila presenze al “BiolFish” di Monopoli

13/06/2011 | Realtà locali
Oltre diecimila presenze, il centro storico “vestito” come casa dell’ecosostenibilità: numeri e scenari che sanciscono il successo del III BiolFish.

MONOPOLI (BARI) – Oltre diecimila presenze, il settecentesco Palazzo Palmieri sempre affollato, il centro storico “vestito” come casa dell’ecosostenibilità: numeri e scenari che sanciscono il successo del III BiolFish, (www.biolfish.info), la kermesse sull’acquacoltura biologica, la pesca sostenibile e l’ecosviluppo che ha offerto un fitto susseguirsi di workshop, appuntamenti enogastronomici ed eventi culturali nei più suggestivi siti del centro storico - allestiti con criteri di ecodesign e materiali da riciclo - e nel porto di Monopoli, centro costiero a sud di Bari.

Il messaggio conclusivo è stato chiaro, come sintetizza il coordinatore della manifestazione Pino Lembo, referente italiano a Bruxelles nella Commissione per il biologico: “I temi legati alla salute del mare e delle sue risorse, delle certificazioni biologiche per i prodotti ittici come per quelli agroalimentari, e in generale tutti i gli aspetti a ciò collegati allargando l’ottica allo sviluppo sostenibile, sanno coinvolgere i cittadini e muovere forte interesse anche come consumatori”.

Interesse che si è visto a cominciare dalla partecipazione ai workshop: platee attente per le parole di tecnici ed esperti sia all’incontro sulla nuova politica comune della pesca, con i vertici delle commissioni di settore della Fao, del ministero delle Politiche agricole e delle associazioni nazionali della pesca, sia a quello sull’acquacoltura biologica, con esperti anche del Gfcm-Fao e del Cnr. Altri incontri hanno poi allargato lo sguardo, toccando temi come il vino bio - con ospiti del calibro di Pierpaolo Rastelli, autore della “Guida ai vini d’Italia bio” e Daniele Cernilli, cofondatore del Gambero Rosso -, il turismo responsabile, la ristorazione e le mense biologiche, l’alimentazione sana. Ma dal parlare al degustare, a Monopoli il passaggio è stato sempre continuo: i tanti appuntamenti della sezione food, coronata nella gigantesca frittura di mare conclusiva - e gratuita per tutti - curata a piazza Palmieri da Assopesca e dalla comunità di pescatori di Molfetta, e gustata da oltre duemila persone.

Ma il vero clou si è avuto nel settecentesco Palazzo Palmieri, restituito per l’occasione alla cittadinanza dopo vent’anni di chiusura: ogni sera, dalle 18 alle 22, code continue ed entrate costanti a blocchi di sessanta persone per visitare nelle sue labirintiche sale affrescate la mostra-mercato Eco-Bio-Equo, con le degustazioni delle tante aziende bio e degli stand legati al variegato mondo della crescita sostenibile: filiera corta, gruppi di acquisto solidale, consumi a km zero, risparmio energetico, finanza etica, commercio equosolidale, ma anche ecoinstallazioni artistiche.

Pienone, in particolare, nel gran salone per le degustazioni dell’enotecabio, con una selezione di circa cinquanta etichette biologiche e biodinamiche da tutta Italia - curata dallo stesso Rastelli e da Luciano Lombardi - e la presenza costante dei produttori. Ma degustare vuol dire anche imparare a farlo: da qui il succedersi di laboratori di analisi sensoriale alla scoperta di vari prodotti, delle Officine del Gusto, ossia laboratori di degustazione del pesce e riconoscimento della qualità dei prodotti ittici curati da chef del territorio, arrivando ai minicorsi per affinare il gusto, su olio, miele e formaggi. Sale piene anche all’Osteria BiolFish, e nei locali del centro storico che hanno offerto i Menù BiolFish, così come per le degustazioni bio sul battello della bio-pescaturismo - altro appuntamento sempre esaurito - con code per prendere il largo con i pescatori e degustare vini e cambuse biologiche preparate a bordo.

Corposa anche la partecipazione al ricco programma culturale, interamente gratuito: alternando i concerti di BandAdriatica, Antonio Castrignanò e L’Escargot, una performance teatrale sul riciclo di Luca Pagliari, le rassegne di documentari e corti sulla sostenibilità, la mostra fotografica sul Mare Terra di Frontiera, le esposizioni di oli biologici (con degustazioni) provenienti da tutto il mondo del Premio Biol, e di BiolDesign sul packaging olivicolo, fino ai laboratori marinareschi sulla storica nave scuola Portus Veneris ormeggiata al porto (un antico caicco levantino) e al GiocaBio con ludoteca e vari laboratori creativi costantemente riempiti dai più piccoli. Per finire con la cultura ambientale, praticata attraverso i vari Bioitinerari, ciclopasseggiate ecologiche alla scoperta del paesaggio e della biodiversità.

Il BiolFish è patrocinato dal ministero delle Politiche agricole e dalla Regione Puglia e organizzato dal Comune di Monopoli col supporto di Coispa Tecnologia e Ricerca e le partnership di CIBi - Consorzio Italiano per il Biologico, Consorzio Puglia Natura e Premio Biol.