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Olio, si prevede una produzione in forte calo

06/11/2014 | Agricoltura
Se ne dovrebbe avere il 19% in meno rispetto all'ultima campagna

Una produzione mondiale che si prevede si attesti su 2,56 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 19% rispetto allo scorso anno: è la fotografia che emerge dagli ultimi dati diffusi dal COI, il Consiglio Oleicolo Internazionale, frutto dell’elaborazione dei dati provenienti dai diversi Paesi per la campagna olivicola appena aperta.

“Una previsione quella del COI che certamente desta preoccupazione e che ci fa condividere i timori dei produttori. Ma soltanto verso la fine di novembre ci potrà essere un’idea più precisa della performance della produzione e delle sue ripercussioni sul mercato e sui prezzi dell’olio” – affermano Assitol e Federolio, importanti associazioni di categoria del settore. "E’ una situazione difficile. Se infatti la produzione mondiale ad oggi stimata risulta in calo di circa il 19% rispetto alla campagna 2013/14, il dato fa tuttavia registrare un incremento del 6% rispetto alla campagna ancora precedente, quella 2012/13. Prevediamo comunque che nel prossimo futuro i prezzi dell’ olio non subiranno ulteriori significative variazioni al rialzo per carenza di materia prima, potendo il settore contare anche sulle riserve rese disponibili dall’ultima campagna che aveva toccato livelli record di produzione e si è chiusa con scorte rilevanti di prodotto invenduto" – commenta Giuseppe Masturzo, Presidente della Federazione Nazionale del Commercio Oleario.

Il calo atteso è significativo anche per il nostro paese ed è drammatico in alcune zone pesantemente colpite dalla mosca olearia. Tali situazioni impongono a tutto il settore una seria riflessione sulla necessità di trovare strumenti, anche attraverso politiche di supporto adeguate da parte delle Istituzioni, che consentano al mondo produttivo di migliorare le performance. "Noi ribadiamo la nostra disponibilità a poter attivare sinergie e confronti costruttivi con le Organizzazioni dei Produttori ed il MIPAAF per dare il nostro contributo, poiché crediamo che solo con un comparto oleario unito, anche nelle sue diversità, si può davvero essere competitivi e tornare a crescere per il bene del sistema Paese” – conclude Giovanni Zucchi, Presidente di Assitol, Associazione Italiana dell’Industria Olearia.