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Olio di palma, bocciato dagli italiani

22/02/2018 | Salute
I prodotti “senza” sono diventati i più rappresentativi del largo consumo

La querelle olio di palma no – olio di palma sì sembra orientata a risolversi in favore del no, almeno da noi. La tendenza al consumo premierebbe i cibi privi dell'olio di palma con un balzo del 17,6 per cento registrando il maggior incremento fra tutti gli alimenti che escludono sostanze sgradite ai consumatori. Sono gli effetti di una grande campagna d’opinione che c’è stata negli ultimi anni.

Dall’analisi realizzata su 46.600 prodotti, si evidenzia un aumento delle vendite del 14,2% per quelli con la scritta “integrale” a conferma della svolta salutistica degli italiani. Negli scaffali quasi un prodotto alimentare su cinque (18,4%) evidenzia nella confezione l’assenza di un particolare tipo di ingrediente che suscita l’ostilità dei consumatori. I prodotti “senza” sono diventati i più rappresentativi del largo consumo, con un giro d’affari di 6,5 miliardi in supermercati e ipermercati, in crescita del 3,1% su base annua a giugno 2017.

Sul podio salgono anche i cibi senza o con ridotto contenuto in grassi saturi (+7,6%) e quelli garantiti per l’assenza di sale (+7,2%).

I nuovi orientamenti di consumo hanno profondamente modificato gli scambi commerciali con le importazioni di olio di palma per uso alimentare che sono diminuite in Italia del 10% nel 2017 raggiungendo il quantitativo minimo da almeno dieci anni.  Insieme alla salute a guidare le scelte di acquisto è anche il richiamo all’italianità dei prodotti, presente sul 25% delle confezioni negli scaffali con la bandiera italiana, le scritte prodotto in Italia o 100% italiano oltre alle certificazioni di origine Doc/Docg e Dop/Igp. 

A crescere maggiormente sono proprio i prodotti che garantiscono la certezza dell’origine, dai vini a denominazione di origine certificata e garantita (Docg) con un balzo dell’11,7% alle denominazioni di origine protetta (Dop) che aumentano del 5,4%.