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Ogm, studio canadese: pesticidi in donne e feti

03/05/2011 | Salute
Tracce di pesticidi ed erbicidi associati alla coltivazione di ogm sono state riscontrate in un campione di donne incinte e nei loro feti.

ROMA - Tracce di pesticidi ed erbicidi associati alla coltivazione di ogm sono state riscontrate in un campione di donne incinte e nei loro feti, oggetto di uno studio dell’università di Sherbrooke, in Canada.

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Reproductive Toxicology”, è stata condotta su 69 donne, di cui 30 incinte, di cui sono stati misurati i livelli ematici degli erbicidi a base di glifosato e glufosinato, e della proteina insetticida Cry1Ab prodotta dai geni del batterio del suolo Bacillus thuringiensis (Bt). Dalle analisi del sangue è emersa la presenza di metaboliti di glufosinato nel 100% delle donne incinte e dei campioni di cordone ombelicale, mentre la tossina Cry1Ab è stata riscontrata nel 93% delle donne incinte e nell’80% del cordone ombelicale esaminato.

Nelle donne non incinte, invece, composti di degradazione del glifosato sono stati riscontrati nel 5% dei casi, metaboliti di glufosinato nel 69% e la proteina Cry1Ab nel 69% del campione totale. Questi dati sembrano indicare la possibilità che il principale prodotto della degradazione del glufosinato sia in grado di attraversare la placenta raggiungendo il feto più facilmente dell’erbicida. L’obiettivo dei ricercatori era quello di verificare se la dieta quotidiana potesse rappresentare un fattore di esposizione a questi composti chimici e di acquisire i dati utili ad una successiva e più approfondita analisi sui possibili risvolti sanitari, in particolare per la riproduzione femminile e il corretto sviluppo del feto. Poiché gli individui selezionati non sono mai entrati in contatto diretto con gli erbicidi, la loro presenza nel corpo umano è stata attribuita all’alimentazione, lasciando ipotizzare un identico rischio di esposizione per la maggioranza della popolazione a causa della forte presenza nella dieta canadese di cibo ogm.

“La valutazione dei rischi sanitari connessi agli erbicidi e agli insetticidi è da tempo al centro del dibattito nel mondo scientifico - commenta Fabrizio Fabbri, direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici - e gli autori dello studio canadese hanno fatto appello a tossicologi, nutrizionisti ed esperti della riproduzione affinché, utilizzando i loro dati, approfondiscano ulteriormente il fattore di rischio sanitario eventualmente attribuibile all’esposizione a queste molecole, soprattutto nella fase prenatale. Questo dato - continua Fabbri - è di estrema importanza, visto che la maggior parte delle colture geneticamente modificate commercializzate in Nord America presenta caratteristiche di resistenza agli erbicidi e/o la produzione di una proteina insetticida”.