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Nuove autostrade lombarde: ancora proteste ambientaliste

19/07/2012 | Realtà locali
I media generalisti stanno somministrando al vasto pubblico un’informazione sull’opportunità dei colossali investimenti autostradali lombardi.

Ha cominciato “Il Sole 24 Ore”, seguito da “Repubblica” e poi dal “Corriere”, con un serrato dossier sul discutibile senso delle autostrade lombarde di imminente o futura costruzione.

Dopo anni di silenzio e condiscendenza, i media generalisti stanno somministrando al vasto pubblico (finalmente, viene da dire) un’informazione problematica sull’opportunità dei colossali investimenti autostradali lombardi. Sono arrivati da buoni ultimi, non solo rispetto agli ambientalisti (che queste scelte contestano da almeno un quindicennio!) ma anche rispetto alle banche, che - accortesi della scarsa remuneratività dell’investimento - fino ad oggi non hanno firmato un solo contratto di finanziamento di quelle che avrebbero dovuto essere le “autostrade pagate dai privati”. La denuncia viene da Legambiente Lombardia.

“I dubbi? Gli stessi che solleviamo, solo molto intempestivi. Si scopre che le autostrade non daranno ciò che hanno promesso, perché i progetti non sono realizzati in base ad una programmazione dei bisogni (emblematico il caso della BreBeMi, progettata per risolvere la congestione della A4 Milano-Brescia, prima che la realizzazione della quarta corsia risolvesse il problema), perché sono troppo costose, perché il gigantismo non paga, come nel caso della Pedemontana, opera da cinque miliardi, che dovrebbe affrontare il serio problema di congestione della Brianza che, però, avrebbe richiesto opere per la mobilità point to point, non una gigantesca autostrada di attraversamento, di cui ben pochi saranno disposti a pagare il pedaggio, magari per spostamenti di 3-4 chilometri – si legge in una nota dell’associazione ambientalista. L’Italia è il Paese con il più alto tasso di motorizzazione d’Europa, ma è anche il Paese con i più bassi livelli di reddito medio tra i “grandi”.

E la mobilità è la principale voce di costo per le famiglie (1,4 auto a famiglia significano mediamente una spesa di 7.000 euro/anno, solo per il possesso e l’uso dell’auto privata, più i costi del trasporto merci “incorporati” nel paniere degli acquisti familiari). Allora, consigliano gli esperti, occorre ridurre il tasso di motorizzazione perché rappresenterebbe una misura di sviluppo, liberando quote rilevanti di reddito e aumentando il potere d’acquisto delle famiglie. Investire in nuove autostrade, sottolinea Legambiente Lombardia, equivale a sprecare risorse. Questo perché il costo della mobilità (per le famiglie, per le imprese) non potrà diminuire, in quanto i costi dell’energia sono ineluttabilmente destinati ad aumentare.