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Neve, gelo e la provincia che non fa notizia

07/02/2012 | Esplorando
L'entroterra, questa grande realtà dimenticata. Anche nelle avverse condizioni meteo.

C’è un’Italia che si conferma di serie B per il mondo dell’informazione. E’ quella delle nostre province montane. Dove i drammi che stanno vivendo milioni di persone a causa della straordinaria ondata di freddo e di maltempo passano in secondo piano rispetto alle polemiche politiche per poco più di dieci centimetri di neve caduti a Roma.

Anche in questa eccezionale occasione metereologica, la politica (o presunta tale) riesce a tenere banco con le sue sterili contese più o meno pretestuose, dimostrando la propria drammatica frattura con la realtà di quel “paese civile” abbandonato all’intramontabile arte d’arrangiarsi, tra solidarietà di buon vicinato, sindaci-eroi di minuscoli paesi, famiglie riunite davanti ai cari e vecchi camini per i diffusi black-out elettrici in tutto il Centro Italia, da Siena a Frosinone.

I due principali quotidiani, “Il Corriere della Sera” e “La Repubblica”, hanno aperto ieri con l’infinita querelle tra il sindaco di Roma, il capo della Protezione civile e il ministro degli Interni. “Gelo e caos, richiamo del ministro” è il titolo del “Corriere della Sera”, che dedica le prime due pagine alle polemiche romane e ospita un’intervista di quasi una pagina al ministro Cancellieri. Tutto il resto è confinato in una sola paginetta, tra le suore di Subiaco che pregano e i drammi molisani liquidati in due righe: “Molise in ginocchio dal mare alla montagna”.

Appena una decina di righe sulle ripercussioni per l’agricoltura, dove però troneggiano le derrate non distribuite e la speculazione sui prezzi dei generi alimentari. Sui drammi per il lavoro dei coltivatori, sulle centinaia di capi di bestiame stroncati dal freddo, sull’invasione di lupi e cani selvatici nei paesi abruzzesi nemmeno mezza riga.

Non va meglio con “La Repubblica”, che apre con il titolo: “Il governo sconfessa Alemanno”. Poi, a pagina due, nuovo titolo: “Alemanno-Gabrielli, lite in diretta tv”. Quindi, altra pagina dedicata all’argomento con il titolo: “Palazzo Chigi scarica il sindaco”, con intervista al ministro Riccardi. E tanto per non essere ridondanti, ecco l’intera pagina quattro con un monografico sul sindaco di Roma: “Gaffe, parentopoli e camerati”.

Ai rincari alimentari è dedicato un piccolo box nella pagina seguente. Un’altra pagina ospita il racconto dell’inviato in Abruzzo. Eppure le cronache di questi giorni, soprattutto dall’entroterra adriatico (Romagna, Marche, Abruzzo e Molise), nonché dalla Ciociaria, hanno mostrato un’Italia lontana dai teatrini della presunta politica, dove il lavoro quotidiano sembra costruito sulle polemiche o sui soldi spariti senza che nessuno se ne accorga.

Un’Italia al lavoro, con le vittime raccolte tra i camionisti ad Avezzano, tra i cittadini stranieri in casolari di fortuna, tra pensionati di 86 anni che lavorano nell'orto a Bagnoli del Trigno o spalano la neve in Valtellina, sui contadini che, incuranti del freddo, sanno che la propria sussistenza non conosce ordinanze di chiusura di scuole o uffici pubblici da parte di solerti – o meno solerti - sindaci.