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Mipaaft, allo studio antagonista della cimice

19/10/2018 | Agricoltura
Il ministro ha spiegato le contromisure prese

Il ministro Centinaio ha illustrato le azioni predisposte per contrastare la Cimice asiatica. Il Crea-Ricerca è stato autorizzato ad introdurre, in condizioni di quarantena e per soli motivi di studio, la specie ritenuta a livello mondiale più efficace in quanto antagonista: il Trissolcus Japonicus (Samurai wasp), a carico del quale sono in fase avanzata i necessari studi, in particolare quelli sull'impatto ambientale nei nostri agroecosistemi.

La cimice ha un'elevata polifagia, si segnalano più di cento ospiti vegetali. L'insetto -che arreca danni su vari fruttiferi e colture erbacee- ha dimostrato un'elevata capacità di diffusione nel Mediterraneo e nell'areale europeo, pur non venendo poi incluso tra gli organismi nocivi da quarantena per l'Unione, visto che la sua rapida distribuzione su una vasta area geografica ne ha precluso ogni tempestivo intervento di eradicazione. In seno al Comitato Fitosanitario nazionale sono state identificate le azioni prioritarie volte a contrastare i danni del parassita, che si sostanziano in attività dedicate di divulgazione e monitoraggio a cura dei Servizi Fitosanitari delle Regioni interessate dal problema, in collaborazione con le strutture tecniche territoriali, per supportare gli agricoltori nella lotta all'insetto. In particolare il Centro di Ricerca Difesa e Certificazione (CREA-DC) è stato identificato come istituto di supporto per l'approfondimento degli aspetti scientifici e, nel contempo, sono state avviate sperimentazioni con prove "in campo" e in laboratorio.

In particolare, le ricerche svolte nell'ambito del Progetto nazionale denominato "ASPROPI", hanno permesso di individuare in ambienti dell'Italia centrale un imenottero parassita delle uova della Cimice, Ooencyrtus telenomicida, allevabile in biofabbriche su ospiti alternativi. Una popolazione del parassitoide è stata trasferita nei laboratori Crea e mantenuta in ambiente controllato. Per la verifica "in campo" delle potenzialità dell'antagonista naturale sono state effettuate prove dirette in frutteti condotti con differenti metodologie e l'antagonista ha mostrato nei frutteti produttivi - nei quali è necessario il controllo anche di altre avversità - limiti di efficacia e di permanenza negli ambienti.

photo credit to scienzaegoverno.org