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Ministro Catania, appello per il decreto anti-cementificazione

20/09/2012 | Ambiente
I tempi sono stretti ma l'andamento del settore è così buono che il Ministro lancia un appello ai parlamentari

In una trasmissione radiofonica, il ministro Mario Catania esce, ancora una volta, allo scoperto. E rivela che, mentre fino a un paio di decadi or sono assistevamo impotenti al fenomeno della urbanizzazione come esodo della forza lavoro giovanile dalla campagna e dalle zone rurali, ora il trend è invertito. Per effetto della crisi, certamente, ma soprattutto, recita il Ministro, perché è cambiato l'atteggiamento culturale. Ora la campagna non spaventa più e offre risposte economiche che gli agglomerati urbani non sanno più dare.

"Noi – ha aggiunto il Ministro – dobbiamo facilitare il lavoro degli agricoltori, non attraverso aiuti che non sono consentiti dalla legislazione comunitaria, ma predisponendo un quadro normativo che consenta al produttore di accedere con facilità agli adempimenti burocratici. Su questo aspetto stiamo lavorando, ma abbiamo ancora molta strada da fare”.

E considerate le ultime stime del bilancio commerciale dell'agroalimentare, viene voglia di credergli. Ma ci sono dei limiti, ha precisato. “Il limite del settore – ha spiegato il Ministro – è l’estrema frammentazione delle aziende, oltre al fatto che la filiera soffre per i molti passaggi che troviamo dal produttore al consumatore. C’è da dire, comunque, che il settore è vitale e l’industria alimentare è particolarmente performante. Dal produttore al trasformatore possiamo vantare un livello di qualità altissimo, che non ha eguali nel mondo”.

Altro argomento fondamentale: il decreto in difesa del suolo, comunemente chiamato "anti-cementificazione". “I tempi per l’approvazione del disegno di legge contro la cementificazione sono stretti, ma il Parlamento se vuole ha modo di dare il via libera. Basta che il provvedimento venga assegnato in sede deliberante alla Commissione che esamina il testo. Faccio un appello ai parlamentari: il tema è di una enorme sensibilità, gli italiani lo sanno e ho avuto tante manifestazioni di consenso, perché c’è la consapevolezza tra le persone di quanto sia grave il danno fatto al nostro territorio”.

E se lo dice il Ministro...