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Milano, un’importante “firma” per l’agricoltura

09/05/2012 | Realtà locali
L'iniziativa per riunire in un consorzio le aziende agricole con sede nel comune di Milano

Con la firma avvenuta nella sala grande del Depuratore di Nosedo, a due passi dalla storica abbazia di Chiaravalle e luogo simbolo per l’ambiente di Milano, Comune, Provincia di Milano e Regione Lombardia si sono impegnati con il Consorzio Dam-Distretto agricolo milanese in un protocollo di intesa che ha come obiettivo un piano di ruralizzazione del Comune di Milano.

Per la città, che esce da anni di poco rispetto per la funzione produttiva primaria in favore della rendita fondiaria, è un ritorno a tradizioni antiche, quelle che l’hanno resa ricca. Le aziende di Milano, che sono sempre state sensibili a questa funzione e hanno difeso con costanza il territorio produttivo, si sono costituite in Consorzio: al momento ne fanno parte in 31 che coltivano circa 1.500 ettari, quasi il 55 per cento della superficie agricola del comune di Milano.

L’obiettivo è di avere come socie tutte le aziende che hanno la loro attività nel Comune. Nel corso della conferenza stampa il presidente del Consorzio Dam, Andrea Calappi, ha affermato: “E’ un momento importante per Milano, questa firma è anche l’affermazione che l‘agricoltura è una parte attiva del territorio e serve a migliorare la qualità della vita. Ai tavoli di lavoro che si costituiranno a breve possono, devono, partecipare tutti quelli che sapranno portare un contributo alle politiche territoriali. Le imprese che noi rappresentiamo sono il braccio operativo di questi processo e lo condurranno nel migliore dei modi possibile. Il fine è di far tornare Milano una città agricola, come è sempre stata. Non solo nella sua vocazione produttiva ma anche con l’offerta di servizi di tipo ricettivo, ambientale, didattico educativo”.

Gli assessori firmatari assieme ad Andrea Falappi, Stefano Boeri, Lucia De Cesaris, Pierfrancesco Maran, Luca Agnelli, Giulio De Capitani, Alessandro Colucci, si sono dimostrati concordi nell’affermare come sia necessario fermare il consumo di territorio a salvaguardia dell’agricoltura e dell’ambiente. Tutto con lo sfondo dell’imminente Expo 2015 che sollecita una discussione proprio su questi temi. Nel prossimo mese e mezzo sarà istituito un tavolo tecnico con tutte le parti in causa per iniziare al più presto l’attuazione del Piano di Distretto. Il Comune stesso possiede 60 cascine di cui dodici ancora in piena attività agricola.