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Milano, il verde come sviluppo della green economy

27/06/2017 | Realtà locali
La detrazione fiscale come incentivo e prospettiva di un verde di qualità

E’ sempre più d’attualità l’importanza che le piante rivestono nei confronti della qualità della nostra vita e degli effetti nella lotta all’inquinamento. Gli alberi sono come gli alveoli del nostro sistema respiratorio, risultando fondamentali nel ciclo del carbonio; si nutrono dell’anidride carbonica che convertono in ossigeno migliorando la qualità dell’aria che respiriamo. Inoltre si comportano da composto organico, cioè una volta che le piante muoiono rilasciano nel terreno una ricca eredità in principi organici e chimici, utili a rigenerarlo.

Tutti i dati scientifici rilevano che i livelli di Co2, nella nostra atmosfera, sono in costante crescita. Per questo motivo le piante - e soprattutto gli alberi - rivestiranno un ruolo decisivo nel nostro futuro. E’ stimato che i nostri alberi riescono ad assorbire fino al 40% dell’anidride carbonica presente, filtrando l’atmosfera dai gas prodotti dall’attività antropica. Evidenti sono pure le ricadute sul ciclo dell’acqua, in quanto tale ciclo viene ad essere interrotto: i terreni dissodati e privi di radici non riescono più a trattenere l’acqua, creando le condizioni per devastanti fenomeni di dilavamento ed inondazioni. Acqua che, infine, non ritorna sotto forma di pioggia creando i presupposti per periodi di siccità.

Bisogna porsi degli obiettivi: preservare le foreste, fare in modo che in ogni città ci siano aree verdi, insistere perché i parchi vengano mantenuti come tali, con gli opportuni vincoli ambientalistici. Significa assicurare un futuro migliore per noi e per le generazioni future. In definitiva il verde - e gli alberi in particolare - sono fondamentali per il miglioramento della qualità della vita e degli ambienti in cui viviamo (in particolare le aree urbane e peri-urbane, dove l’inquinamento è più presente).

A tal proposito è opportuno un richiamo di natura scientifica al recente congresso “RespiraMI – Air pollution and our health”, tenutosi lo scorso gennaio presso il Palazzo della Regione a Milano, in cui sono emerse alcune evidenze scientifiche legate alle conseguenze dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana. Sono soprattutto i neonati e i bambini a risultare indifesi nei confronti dell’inquinamento, le cui conseguenze si manifestano fin da quando sono nell’utero materno. Non solo problemi respiratori, già di per sé gravi, ma anche neurologici, di ritardo cognitivo e minore quoziente intellettivo. Anche negli adulti ed anziani ricerche scientifiche collegano l’inquinamento con un incremento dell’incidenza di molteplici patologie: diabete, demenza precoce, asma, malattie polmonari, fibrosi e tumori polmonari, solo per citarne alcune.

Sommando le morti causate da PM a quelle provocate dall'eccesso di ozono nell'aria e a quelle per l'inquinamento causato dagli impianti di riscaldamento degli edifici, le morti totali arrivano a 6,4 milioni in un anno. In Italia si stimano, ogni anno, circa 70.000 morti. Risulta scontato pensare – come rimedio - alla riduzione del traffico veicolare, alla limitazione dell’utilizzo di fonti di energia inquinanti, allo sviluppo di fonti energetiche alternative. Ma si tratta di interventi a lungo respiro, difficili da attuare, spesso impopolari.

C’è però una misura che può coniugare la mitigazione dell’effetto dell’inquinamento con il miglioramento dell’aspetto, anche estetico, dell’ambiente urbano, con benefici notevoli sulla salute fisica, sulla psiche e sull’umore delle persone: la presenza di alberi ed il verde in generale. Le piante quindi rappresentano la migliore soluzione capace di limitare l’aumento della CO2. E’ noto che una pianta adulta produce in un anno una quantità di ossigeno che copre il fabbisogno annuo di 10 persone ed è in grado di assorbire, a seconda della specie, dai 20 ai 50 chili di anidride carbonica. Quello che è meno noto è che la stessa pianta, sempre a seconda della specie, è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili: un ettaro di piante elimina quindi circa 20 chili di polveri e smog in un anno. Non è una cosa da poco se pensiamo che in una città come Milano, in cui sono presenti 1.700 ha di verde, significherebbe togliere dall’aria 30 tonnellate di polveri sottili.

La ricaduta sul settore del verde in Italia in caso di attuazione dell’emendamento di defiscalizzazioneLa stima dell’incremento di fatturato per l’anno 2017 relativamente ai lavori straordinari di riqualificazione del verde e i lavori straordinari di manutenzione del verde, in aree verdi esistenti e aree verdi urbanizzate esistenti, ammonta a circa 1,2 miliardi di euro. Anche in assenza di una storicità di dati a livello nazionale, tale valore è tuttavia indicativo di un ruolo attivo e non trascurabile, in termini di importanza numerica ed occupazionale, all’interno del quadro economico del fatturato italiano. Tale stima del valore degli incrementi di fatturato per gli interventi a verde di riqualificazione e manutenzione straordinaria, indicata nel presente documento, è stata elaborata incrociando e rapportando i dati del settore verde con quelli del settore primario ad esso connesso, vale a dire il settore delle costruzioni e ristrutturazioni in ambito di edilizia. A completamento del quadro statistico del settore, si evidenzia il dato degli addetti operanti nel comparto florovivaistico nazionale, ammontante a circa 180.000 unità, di cui circa 37.000 appartenenti (nella Classificazione delle attività economiche – Ateco/Istat) al Gruppo 81.3 (Cura e manutenzione del paesaggio). L’aspetto del lavoro sommerso Alla crisi economica che sta letteralmente stroncando un settore che, in Italia, ha vissuto anni di forte crescita, si aggiunge l’aumento di manodopera improvvisata (spesso anche ben organizzata) e soprattutto abusiva (senza partita iva senza svolgere corsi sulla sicurezza, ne essere dotati di adeguato vestiario ed attrezzature) che, quindi, non esegue alcuna operazione di fatturazione del lavoro eseguito.

Con misure di agevolazione fiscale per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di proprietà privata, si mirerebbe a raggiungere il seguente triplice scopo: 1) innescare virtuosi investimenti pag. 3 2) generare un valore aggiunto in termini economici che produce un gettito per l’Erario significativo, importante anche per il rilancio dell’economia del settore (di cui sopra) 3) fare emergere il lavoro nero attraverso la creazione di interesse, da parte dei privati, nell’esigere la fattura per la prestazione resa, quale unico strumento di certificazione di spesa per richiedere il rimborso previsto dalla detraibilità fiscale. Pertanto, nella stima dell’impatto delle detrazioni deve necessariamente essere considerato questo importante aspetto, cioè gli effetti in termini di emersione dei redditi e dell’occupazione “irregolare”.

L’importanza e valore del verde al di la’ del puro dato economico Nella moderna definizione di opere a verde sono comprese tutte le attività svolte e finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente della flora e della fauna nel rispetto degli equilibri ecologici. In via generica sono attinenti tutti i lavori di costruzione di spazi verdi destinati a parchi, giardini, impianti sportivi pubblici e privati e di aree verdi destinate anche alla salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e del suolo, o, più in generale, tutte le attività di riqualificazione di spazi urbani volte al miglioramento della qualità della vita del cittadino come ad esempio la realizzazione di piste ciclabili, aree ludiche, di ritrovo-socializzazione.

Il concetto di opera a verde è profondamente connesso al concetto di verde urbano. Il verde urbano è un elemento dell'ambiente costruito in fondamentale relazione con il paesaggio L’auspicabile diffusione del verde urbano (sia esso pubblico che in ambito privato), indicata anche da Agenda 21 e Carta di Aalborg, è un elemento di grande importanza ai fini del miglioramento della qualità della vita nelle città. Per questo sarebbe auspicabile che nel maggior numero possibile di Comuni (e non solo in quelli di maggiori dimensioni) al piano urbanistico comunale (PUC) fosse affiancato funzionalmente anche il Piano del verde urbano, un documento progettuale oggi poco utilizzato, la cui assenza produce un rilevante spreco di denaro pubblico e rende di fatto meno fruibile il verde per i cittadini. Nella XXI Conferenza sul clima di Parigi (COP21 - dicembre 2015) è stato rimarcato come sia divenuto ormai cruciale per il futuro del pianeta ridurre a livello globale le emissioni di CO2 e contenere il riscaldamento attraverso opere ed azioni che favoriscano una maggiore e migliore mitigazione ambientale: pertanto, diviene prioritario, per mitigare il cambiamento climatico, ridurre o evitare le emissioni nell’aria. Il cambiamento climatico è già in atto ed è destinato a continuare: le temperature sono in aumento, le precipitazioni stanno cambiando in quantità e periodo, il livello medio del mare si sta innalzando. Il riscaldamento, dovuto in prevalenza all’aumento nell’atmosfera delle concentrazioni di gas a effetto serra di origine antropica, va ridotto come temperatura superficiale media globale rispetto al periodo preindustriale, di 2 °C: la mitigazione del clima sarà il presupposto per garantire un ambiente vivibile alle nostre future generazioni.

Il verde ed in particolare le piante sono fondamentali: L’energia che le piante spendono per i loro processi fisiologici ci può aiutare nella mitigazione ambientale e di conseguenza nel benessere dell’uomo. E’ possibile quindi agire sulla riduzione della temperatura attraverso l’ombreggiamento e l’evapotraspirazione, pertanto attraverso l’azione diretta di verde-piante. Studi condotti dal CNR hanno evidenziato i seguenti dati connessi alla mitigazione ambientale: - un albero può traspirare fino a 450 litri di acqua al giorno ed il risparmio energetico stimato di una casa con alberi si aggira tra 80-200 € /anno - Risparmio di energia per il raffreddamento: fino al 30% (corrispondente a 10-11 kg/albero di riduzione annuale di carbonio emesso dalle centrali elettriche) - Riduzione della differenza di temperatura (che attualmente si attesta con un incremento intorno al 15%) tra le aree residenziali-urbane e quelle rurali. pag. 4 Numerose, e tutte ugualmente importanti, sono le funzioni svolte dal verde urbano: 1) Funzione ecologico-ambientale: 2) funzione sanitaria: 3) funzione protettiva: 4) funzione sociale e ricreativa: 5) funzione igienica: 6) funzione culturale e didattica:. 7) funzione estetico-architettonica. Diviene, pertanto, di fondamentale importanza sostenere lo sviluppo e la redditività del settore verde e delle imprese florovivaistiche che in esso vi operano, attraverso strumenti legislativi ed interventi economici in grado di incentivare i consumi sia nel settore privato che in quello pubblico. Bisogna considerare il verde in tutte le sue componenti: verde orizzontale e verde verticale (ad esempio la riduzione dei consumi per condizionamento estivo). E’ indispensabile affiancare politiche di riduzione dell’inquinamento per conseguire effettivi benefici sulla nostra salute e, di conseguenza, sulla vivibilità delle nostre città. Sono stati ampiamente dimostrati, da studi tecnici di settore, gli effetti positivi delle piante sulla salubrità degli ambienti e quindi sulla salute degli organismi che in essa vivono (contro depressione e stress). E’ stata dimostrata, inoltre, la relazione tra verde e salute: più verde vuole dire meno stress fisiologici degli organismi, meno malattie e possibilità di ammalarsi, meno infiammazioni alle vie respiratorie. Danni cellulari e disturbi comportamentali e fisiologici decrescono in ambienti verdi e salubri. Come sottolinea un noto studioso anglosassone (Prof. W. Bird) “We were designed to be connected to nature: when disconnected we develop chronic stress. Connecting people to nature is therefore good medicine”.