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Miele e biodiversità a rischio nel mondo

05/12/2019 | Agricoltura
Nel 2019 c'è stata una contrazione del 41% della produzione nazionale di miele di acacia e agrumi

I cambiamenti climatici, con l’aumento delle temperature e la diffusione di nuovi parassiti, mettono a rischio salute e sopravvivenza delle api, con effetti drammatici sulla sicurezza e produzione alimentare globale. Dal ruolo essenziale degli impollinatori dipende il 70% della produzione agricola mondiale, oggi a rischio.

Negli ultimi cinque anni sono scomparsi già 10 milioni di alveari nel mondo, quasi 2 milioni l’anno, oltre 200mila solo in Italia. E’ necessario intervenire in maniera integrata o le varietà di miele, così come ortaggi e frutta, saranno sempre più scarse. Il rischio è che occorrerà acquistare a prezzi sempre più alti per avere prodotti di qualità e stare sempre più attenti alla provenienza.

In questo quadro di criticità, sarebbe corretto riconoscere all’apicoltura una funzione fondamentale di base del sistema agricolo, considerato che dal servizio di impollinazione di questi insetti provengono oltre al miele, 90 delle 115 principali coltivazioni mondiali oltre ai foraggi per gli allevamenti.

I fattori sopramenzionati hanno determinato, solo nel 2019, una contrazione del 41% della produzione nazionale di miele di acacia e agrumi, causando una perdita in termini economici di circa 73 milioni di euro. A rallentare questo trend non sono stati sufficienti nemmeno gli sforzi degli oltre 50mila apicoltori italiani che curano 1,1 milione di alveari sparsi nelle campagne nostrane che, per salvare le api, hanno incrementato la nutrizione artificiale delle stesse con sciroppo di zucchero e canditi proteici.

Una ricerca dell’Università di Milano sulla correlazione tra fenomeni climatici e ambientali e moria delle api ipotizza che, in assenza di interventi, la produzione di miele potrebbe addirittura scomparire da qui a 100 anni.

Per evitare la scomparsa delle api è necessario promuovere misure che favoriscano e tutelino lo sviluppo dell’apicoltura. Innanzitutto, occorre sostenere i piccoli apicoltori, che contribuiscono a tutelare la biodiversità e l’economia del Paese.